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04
Giu
2007

LA PIETRA NERA DI NASSIRYA AI MARTEDIí LETTERARI DEL CASINO' DI SANREMO

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Il 5 giugno nel Teatro dell’Opera del Casinò alle ore 16.30 in collaborazione con l’Accademia dei Lincei si terrà la conferenza sul tema:” Operazione di pace in teatro di guerra. Nuove scoperte archeologiche nell’Iraq meridionale.  Verrà inoltre presentato il libro:” La pietra nera di Nassiriya” a cura di Giovanni Pettinato, Silvia Chiodi, Mauro Mazzei. Omaggio al Maresciallo Franco Lattanzio caduto a Nassiriya.  Si terrà la proiezione di un documentario. Introduce l’evento Il curatore della rassegna, Ito Ruscigni.

La pietra nera di Nassiriya (Presentazione dei curatori Giovanni Pettinato, Silvia Chiodi, Mauro Mazzei)
 

Nel periodo dal 7 Marzo al 7 Aprile 2006 si è svolta una Missione di ricognizione archeologica nell’Iraq meridionale, e precisamente a Nassiriya, nell’ambito del “Progetto Iraq:  Museo Virtuale di Baghdad”, organizzata dal CNR, con finanziamento del Ministero degli Affari Esteri, in sinergia con il Ministero della Difesa, visto il carattere prettamente umanitario della Missione.

      L’équipe era composta dalla Dott.sa Silvia Chiodi, Capo della spedizione e primo Ricercatore del CNR, Responsabile Scientifico e Coordinatore del Progetto Iraq, dal Signor Mauro Mazzei, esperto di topografia e dal prof. Giovanni Pettinato, Ordinario di Assiriologia all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.

      Il viaggio è stato predisposto dal Colonnello Milano, Responsabile del J 9 del COI dello Stato Maggiore della Difesa, su un C 130 dell’Aeronautica dell’Esercito, con partenza da Pisa e arrivo diretto al Campo White Horse, annesso a Camp Mittica, gestito dall’Esercito Italiano di stanza appunto a Nassiriya. La sera stessa del nostro arrivo siamo stati presentati al Generale della Brigata Sassari, Madeddu, il quale ci ha accolti calorosamente e ci ha affidati alle cure del Colonnello dei Carabinieri MSU, dottor Ortolani. Una volta spiegato il motivo della nostra spedizione, il Colonnello organizza le nostre uscite dal Campo, predisponendo il servizio d’ordine di una squadra di Carabinieri, Maresciallo Capo Franco Lattanzio (caposquadra) e due Carabinieri del Nucleo Operativo TPC, Salvatore Simone e Gerardo Cava, che ci sarebbero stati sempre vicini in tutte le nostre operazioni.

      Scopo della Missione era quello di effettuare i rilievi topografici, filmici e fotografici di tre siti archeologici: Ur, Obeid e Eridu,  il primo adiacente al Camp Mittica, mentre gli altri due al di fuori della bolla di sicurezza italiana, per cui si doveva andare con ulteriore scorta armata per il pericolo di attentati. I rilievi da effettuare, strettamente connessi al Progetto del Museo Virtuale, sarebbero serviti ad incrementare il patrimonio scientifico/documentale, nonché quello visivo degli oggetti archeologici elaborati nella pagina web, presentati in stretta connessione con  il luogo del rinvenimento ed il sito di scavo da cui provenivano. Patrimonio che potrebbe essere impiegato anche per lo studio di futuri sviluppi turistici del luogo e che, di conseguenza, se correttamente utilizzato potrebbe diventare fonte di futuro lavoro.

      Nel mese di permanenza a Nassiriya è stato effettuato parziale rilevamento dei tre siti, ottenendo dei risultati notevoli  per il progetto stesso e per la documentazione della situazione di degrado in cui versano i siti archeologici a causa del normale deterioramento dovuto a fattori temporali e climatici a cui si è aggiunto, negli ultimi anni, quello dell’abbandono, della guerra e della mancanza di sicurezza dell’area.

Le visite ai luoghi di scavo hanno prodotto anche dei risultati eccezionali, di cui è stata data ampia notizia dalla stampa nazionale ed estera: ad Ur abbiamo rinvenuto un blocco di dolerite, una pietra angolare con iscrizione cuneiforme, dalla cui lettura si evince che il re di Ur, Urnamma, fondatore della III Dinastia di Ur (2100 a.C.), è il costruttore della Zigurrat di Ur, dedicata al dio Luna. Dato il valore eccezionale del documento ci si è premurati, d’accordo con il Colonnello Ortolani, di consegnarlo alla direzione del Museo di Nassiriya. La sorpresa maggiore l’abbiamo avuta nel visitare il sito di Eridu: in questo luogo, definito dagli studiosi ‘preistorico’ in base ai ritrovamenti  fatti, abbiamo rinvenuto sulla superficie del tell una vera e propria marea di scritti sumerici: ne abbiamo contati circa cinquecento, che ci hanno autorizzati a ritenere che sotto la superficie si nasconda una intera biblioteca. Anche di questa scoperta, ancor più sensazionale della prima, abbiamo informato, d’accordo con il Comando Generale della Brigata Sassari, le autorità irachene, facendo presente che il sito, mancando persino di una rete di protezione, correva serio pericolo di venire saccheggiato.

Il presente volume presentato  alla Classe di Scienze Morali della’Accademia Nazionale dei Lincei si prefigge di offrire un resoconto della ricognizione stessa operata in Iraq, ma soprattutto di evidenziare le straordinarie scoperte effettuate ad Ur dei Caldei e ad Eridu, ambedue site nella regione di Dhi-Qar con capitale di provincia a Nassiriya, la città moderna che sta a circa dieci Km. da Ur, città sumerica che ha raggiunto il suo apice durante la III Dinastia di Ur.
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