Stampa
16
Dic
2011

Contributi nazionali a sostegno dei centri antiviolenza

Pin It

altLa violenza contro donne e bambini è un serio e grave problema che affligge ancora le nostre società, nonostante il passare dei decenni e dei secoli dovrebbe portare con sé progresso, inteso quale miglioramento della qualità della vita di tutti gli individui. E’ necessario quindi

 sostenere strutture e percorsi culturali ed educativi atti a fermare questo fenomeno. I Centri Antiviolenza sono caldeggiati dall’UE, tanto che già nel 1997 il Consiglio europeo ha raccomandato che vi fosseisponibile un posto in un centro antiviolenza ogni 7.500 abitanti. Nello stesso anno è stato emanato il programma Daphne per finanziare progetti, da realizzarsi in partenariato, che mirino a prevenire la violenza contro le donne ed i bambini. Grazie a Daphne è stato finanziata anche la redazione del protocollo per l’apertura e la gestione dei centri antiviolenza da parte della rete WAVE (Women Against Violence in Europe), che rappresenta ad oggi una best practice. In attuazione del Piano Nazionale contro la violenza di genere e lo stalking, che ha la finalità di promuovere e tutelare i diritti umani e l’uguaglianza fra le persone, il Governo ha previsto specifiche azioni per il sostegno ai Centri antiviolenza e alle strutture pubbliche e private che operano nella prevenzione e nel contrasto del fenomeno della violenza. Vediamo nel dettaglio il bando emanato dal Ministero delle Pari Opportunità:

PROGETTI FINANZIABILI Saranno finanziati i progetti tesi a realizzare gli interventi previsti nelle seguenti due Linee di attività: Linea 1 – Interventi di sostegno ai centri antiviolenza e alle strutture pubbliche e private, finalizzati ad ampliare il numero di servizi offerti alle vittime la cui incolumità sia particolarmente a rischio; Linea 2 – Interventi finalizzati all’apertura di nuovi centri antiviolenza a carattere residenziale nelle aree del paese dove è maggiore il gap tra la domanda e l’offerta.

CANDIDATI Possono partecipare al presente avviso, singolarmente o in forma associata (ATS), esclusivamente i seguenti soggetti: a) le organizzazioni di volontariato (di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266); b) le cooperative sociali (di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381); c) le associazioni di promozione sociale (di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 383); d) le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (di cui al D.M. del 18 luglio 2003, n. 266); e) le Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficienza e le aziende di servizi pubblici alla persona; f) gli enti locali che gestiscono in proprio centri antiviolenza, a carattere residenziale e non, o altri servizi per le vittime di violenza di genere o stalking e per i loro figli minori

; CONTRIBUTO Il contributo del Dipartimento per le Pari Opportunità potrà, al massimo, essere pari al 90% del costo totale previsto per la realizzazione della proposta progettuale presentata. Il proponente, pertanto, dovrà garantire un cofinanziamento pari almeno al 10% del costo totale. In ogni caso il contributo massimo concedibile per ciascun progetto presentato non potrà superare l’importo di Euro 200.000 (duecentomila/00) per gli interventi proposti nell’ambito della Linea 1 e di Euro 400.000 (quattrocentomila/00) per gli interventi proposti nell’ambito della Linea 2. I soggetti proponenti dovranno presentare i progetti entro il 10 gennaio 2012 oppure recapitato a mano nei giorni 9 e 10 gennaio dalle ore 9 alle 12 al seguente indirizzo: Dipartimento per le Pari Opportunità Largo Chigi n. 19, 00187 - Roma (Laura bertozzi "

Per pareri e quesiti potete scrivere alla dott.ssa Laura Bertozzi: bertozzicom@gmail.com