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30
Nov
2011

Creatività, passione e duro lavoro: ricetta per lo sviluppo sostenibile

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 altL'esperienza di Steve Jobs dimostra che sono queste tre le caratteristiche necessarie per far crescere un'impresa e consentirle di autogenerarsi anche nel medio lungo periodo. Il fondatore della Apple ha passato la sua vita traducendo in realtà i suoi sogni, senza pensare all'immediato lucro, ma

all'efficacia delle sue creazioni. Si badi bene, dire che il primo obiettivo non era il denaro non deve far pensare che Jobs sia stato un benefattore o un pazzo. Come molti altri imprenditori capaci, ha compreso il sano e corretto rapporto di consequenzialità fra l'output ed il lucro. Da imprenditore capace si è focalizzato sul prodotto del suo lavoro, della sua passione e della sua creatività, ben conscio che un prodotto innovativo e di alta qualità avrebbe senz'altro portato a realizzare risultati economici positivi, quale naturale frutto delle attività precedenti. Per far questo è necessario avere una visione di lungo periodo, che non si concentri sull'immediatezza dei risultati, ma guardi oltre, ad una crescita e ad un suo consolidamento nel corso degli anni. Gli utili che derivano da questo modus operandi sono significativi e di medio lungo periodo e non solo le performances economiche sono positive, ma cosa ancor più importante viene creato valore per il medio lungo periodo. Questo perché non si tratta di utili realizzati grazie a proventi straordinari e neppure da un eccessivo ed insostenibile contenimento dei costi o da artifici contabili, ma si tratta di risultati concreti che trovano la loro ragione nella vendita di prodotti di qualità e con un elevato contenuto

innovativo, capaci sì di indurre la domanda, ma non fittizia e gonfiata, ma reale. In realtà più di indurre la domanda, Steve Jobs, grazie alla sua genialità, ha saputo anticiparla, perché ha dato “sfogo” alla sua creatività, preoccupandosi di realizzare un buon prodotto, tecnicamente valido, stilisticamente piacevole, adatto a soddisfare le necessità dei suoi utenti.
Un interessante articolo di Hansen e Ibarra per la Business Harvard Revue prende spunto dalla nomina di Steve Jobs quale migliore CEO dell'anno nel 2009, elezione che si basa sulle performances dei titoli in Borsa. L'indagine è stata ampliata analizzando l'andamento delle azioni della Apple in borsa nel periodo 1997-2010, rilevando come negli anni di assenza di Jobs il titolo abbia drammaticamente perso valore, riacquistato ampiamente sotto la sua guida, a riprova di quanto la pazienza ed una visione di lungo periodo siano il segreto del successo. ( laura bertozzi) 

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