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17
Feb
2012

Cinque buoni motivi per aggregarsi-- soprattutto in Italia

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 altAristotele affermava che l’uomo è uno zoon politikon, vale a dire un animale sociale, per la sua innata vocazione a condividere i vari ambiti della propria vita con i suoi simili. L’essere umano ha bisogno dello scambio dialettico per

 potersi migliorare. E’ pleonastico dire che la sinergia ed il confronto consentono di approdare a risultati migliori piuttosto che quelli raggiunti individualmente, sia che un progetto venga realizzato in ambito profit che non profit. Unire competenze ed esperienze didiversi partner in un processo di sviluppo di un’attività genera una progettazione più approfondita e il cui output è la sintesi dell’apporto di ciascun partner: l’unità delle parti in causa non è solo una somma di singole individualità, ma vi è di più, vi è correlazione, grazie alla quale la realizzazione in forma congiunta dà un valore aggiunto al progetto. Senz’altro questo è il primo fondamentale motivo per cui “fare insieme” è vantaggioso per tutti gli stakeholders ed è misurabile in termini di vantaggi economici e sociali (il primo risultato in tal senso è la lotta all’emarginazione in ambito non profit e la capillarità della disseminazione dei risultati). Altri vantaggi…

ECONOMIE DI SCALA (EFFICIENZA)
Si tratta di un essenziale risultato soprattutto per le imprese italiane, che hanno nelle piccole dimensioni, una delle loro caratteristiche principali. Non si tratta certo di un difetto, soprattutto se si pensa che un’altra peculiarità nostrana è quella dell’alta qualità, frutto della carenza di materie prime e quindi della difficoltà ad essere grandi produttori di commodities e della grande abilità manifatturiera del Bel Paese. Ed è evidente che alta qualità e grande impresa, vale a dire produzione industriale è difficile che possano andare d’accordo. Dicevamo che essere piccoli non è un difetto, ma senz’altro un limite, quando si tratta di dover acquisire beni e servizi, anche finanziari, visto che il potere contrattuale non è paragonabile a quello di realtà di maggiori dimensioni. Ebbene, unirsi e proporsi come unico soggetto consente di spuntare prezzi e condizioni contrattuali più favorevoli.

AUMENTO DELL’EFFICACIA
Poter contare sulle esperienze e le conoscenze di più persone e organizzazioni è indispensabile per meglio affrontare il problema che si intende risolvere o il prodotto/servizio che si intende vendere, con una maggiore consapevolezza e quindi una maggiore capacità di soddisfare al meglio il cliente finale e tutti gli stakeholders. Non solo si può contare su più strumenti cognitivi, ma anche su più mezzi economico-finanziari per lavorare alla realizzazione dell’output e vi è una maggiore capillarità di diffusione, grazie ad una naturale aumentata disseminazione dei risultati: non ci si interfaccia solo coi propri stakeholders, ma con tutti quelli degli altri consociati.

MAGGIORE POSSIBILITA’ DI PARTECIPARE CON SUCCESSO A BANDI COMUNITARI
La maggior parte dei bandi a gestione diretta presuppone come condicio sine qua non per potersi candidare il partenariato fra i candidati, al fine di sostenere progetti che abbiano un impatto significativo e capillare all’interno della Comunità. Avere già una rete con soggetti che possano essere beneficiari di una determinata call alla quale si voglia concorrere consente di ottenere un elevato punteggio, per lo meno per quanto concerne la qualità del partenariato, visto che verrà evidenziato anche dalle dinamiche progettuali che non si tratta di un’unione ad hoc solo per il bando, ma di una sinergia collaudata. Anche nel caso in cui sia necessario trovare altri interlocutori per presentare la domanda, avere esperienza di lavoro di gruppo renderà più facile e snello distribuire i compiti e relazionarsi con tutti i partecipanti al team, oltre a verificare ex ante ed in fieri eventuali duplicazioni o salti nel processo di realizzazione. Non va poi dimenticato che l’aggregazione sia nel profit che nel non profit è caldeggiata da molte misure agevolative, oltre che a gestione diretta, anche a gestione condivisa (nazionali, regionali e provinciali) e solo unendosi è possibile partecipare ad interessanti bandi.

I VANTAGGI FISCALI DEL CONTRATTO DI RETE
L'articolo 3 del decreto legge 5/2009 (come modificato dall'articolo 42 del Dl 78/2010), ha previsto vantaggi fiscali per promuovere l’aggregazione fra le imprese. In estrema sintesi, l'agevolazione consiste in un regime di sospensione di imposta sugli utili d'esercizio accantonati ad apposita riserva di patrimonio netto e destinati al fondo patrimoniale per la realizzazione degli investimenti previsti dal programma comune di rete. Il regime di sospensione cessa nell'esercizio in cui la riserva è utilizzata per scopi diversi dalla copertura di perdite di esercizio, salvo il verificarsi di eventi interruttivi della sospensione.( laura bertozzi)

Per pareri e quesiti potete scrivere alla dott.ssa Laura Bertozzi: bertozzicom@gmail.com