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12
Dic
2007

LA MAONA PRESENTA IL LIBRO NATALE D' AUTORE

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La Maona e' lieta di presentare il volume NATALE D'AUTORE Letteratura e immagini della memoria a cura di Mariagrazie Menichini De Ferrari Editore.


Un’idea regalo per il Natale, nata lo scorso anno da un progetto di Maria Cristina Castellani e sviluppata poi nel corso del 2007, che rappresenta un’occasione per rivedere con occhi nuovi gli autori del passato, godendosi il piacere di una letteratura tradizionale e riscoprendo grandi scrittori oggi immeritatamente dimenticati. Il tutto accompagnato dal piacere di compiere un concreto atto di solidarietà a favore dei più sfortunati: parte del ricavato sarà infatti devoluto in beneficenza all’Istituto Gaslini di Genova.

L’attacco è formidabile: uno splendido racconto di Dickens, Storia degli spiriti che portarono via il becchino, tratto da Il circolo Pickwick, il romanzo che trasformò il più giovane e brillante cronista parlamentare d’Inghilterra in un romanziere di grande e imperitura fama. In seguito Dickens si dedicò per anni alla stesura di racconti natalizi ed è curioso ricordare che il primo di questi, Canto di Natale, fu scritto proprio a Genova. Seguono (il criterio è rigorosamente cronologico) altri grandi della letteratura, da Dostoevskij e Tolstoj a Guy de Maupassant e Thomas Mann, da Pirandello a Pasternak.

Accanto agli “irrinunciabili” della letteratura, il volume è un’occasione per riscoprire importanti scrittori forse oggi un po’ dimenticati, pensiamo a Selma Lagerlöf o a Wladislaw Reymont, presenti con due racconti di grande atmosfera, tratti da romanzi che li portarono al premio Nobel, e classici della letteratura religiosa: Charles Péguy, uno dei maggiori poeti della tradizione cattolica francese e Jan Dobraczynski, romanziere cattolico polacco, del quale presentiamo un racconto notevole per intuizione e sensibilità.

Tra i classici della letteratura per ragazzi non poteva mancare Louise M. Alcott con Piccole donne, una scrittrice di costante successo, la cui complessa personalità è stata oggetto di studi recentissimi, o Calvino con Marcovaldo, né volevamo ignorare i grandi dell’umorismo: il nostro Achille Campanile, qui con un racconto tipico per eleganza stilistica e sconfinamenti in situazioni dell’assurdo e, nella cultura anglosassone, l’americano O. Henry ed i britannici Jerome e Wodehouse, veri miti della nostra giovinezza, poco scalfiti dal tempo. E ancora i bei racconti di Tomasi di Lampedusa e i contributi di scrittori che abbiamo voluto sottrarre ad un immeritato oblio: la novella di Marotta è un capolavoro di equilibrio tra partecipazione commossa e vivacità partenopea, il pranzo di Natale de Il velocifero di Santucci emblematico della sua narrazione di sapiente ricostruzione storica, con costanti venature umoristiche, ed il passo tratto da La dama di piazza, l’opera più importante di Michele Prisco, ammirevole per la minuziosità descrittiva mai appesantita dal gusto del costante commento.

Infine l’ottimo racconto di Giovanni Arpino, caratterizzato dalla sensibilità acuta e sottile delle sue prove migliori, ed un omaggio a Genova, con una poesia di Nicola Ghiglione e un ricordo nostalgico del Natale all’Acquasola di Adriano Grande.

Se i testi sono classici, le immagini che li accompagnano sono un omaggio alla memoria: cartoline e letterine natalizie della prima metà del Novecento, scelte da una ricca collezione, si insinuano coraggiosamente tra le pagine di Tolstoj, di Montale o di Thomas Mann e pretendono anche di interpretare autori ed atmosfere.

Giovedi' 13 Dicembre ore 17.30  Sala Carige Via David Chiossone Genova