Politica
CASSINELLI (PDL): TREMONTI-TER ANCHE PER I LIBERI PROFESSIONISTI
Il deputato, membro della Commissione giustizia di Montecitorio, ha presentato due emendamenti con i quali estende alle libere professioni la possibilità di detrarre dalle tasse quella quota di reddito reinvestita nell'esercizio della professione stessa. "Si tratta di una misura liberale" commenta Cassinelli, che considera i liberi professionisti alla stregua di "liberi imprenditori".
"Una misura liberale che equipara chi esercita una libera professione alla stregua di chi svolge attività di impresa, estendendo ai professionisti quei benefici che il decreto anticrisi ha riservato ai soli imprenditori". L’on. Roberto Cassinelli (Pdl) illustra così le ragioni che lo hanno spinto a presentare due emendamenti alla cosiddetta Tremonti-ter. "E’ il riconoscimento - aggiunge Cassinelli - dell’importanza dell’attività libero professionale per l’economia e lo sviluppo del Paese". Più nel dettaglio, gli emendamenti di Cassinelli estendono l’esclusione dall’imposizione del 50% dai soli macchinari a tutti i beni strumentali, e non solo per il reddito di impresa, ma anche per il reddito derivante dall’esercizio della libera professione. I due emendamenti si differenziano in un solo aspetto: il primo prevede l’esenzione per i soli beni mobili, il secondo anche per i beni immobili strumentali per natura. Nella proposta di Cassinelli viene anche illustrata puntualmente la copertura finanziaria per ciascuno dei due emendamenti. Per il primo emendamento, dice Cassinelli, "la copertura finanziaria è data dall'aumento dal sei al dodici per cento dell'imposta sulle plusvalenze su oro non industriale di società e di enti, che di fatto va a gravare solo su Banca d'Italia". Per l'altro emendamento, che, escludendo l'imposizione anche per i beni immobili strumentali, necessita di una copertura maggiore, è previsto anche che, nell'affidare le concessioni in materia di giochi, si calcoli di avere maggiori entrate in misura non inferiore a 700 milioni nel 2009 (contro i 500 milioni previsti nel d.l.), 300 milioni nel 2010 (contro i 100 milioni previsti nel d.l.) e 200 milioni nel 2011 (anno per il quale il d.l. non prevede nulla). Per tutte queste ragioni, è di tutta evidenza che, conclude Cassinelli, "ci siano tutte le condizioni per favorire l'approvazione degli emendamenti da me presentati, che costituirebbero un ulteriore incentivo all'imprenditorialità dei liberi professionisti, che rivestono un fondamentale ruolo sociale ed economico, i quali contribuirebbero ancora di più a restituire slancio e competitività al Paese, lasciando la crisi alle spalle".
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