Politica

Stampa
12
Mar
2007

ENRICO MUSSO LOTTA ALLA PROSTITUZIONE, ALLA DELINQUENZA . SICUREZZA AI CITTADINI

GENOVA Sfruttamento della prostituzione, criminalità in aumento, donne in difficoltà, associazioni di sostegno e sicurezza per i cittadini. Sono questi i punti cardine di una “proposta di dibattito sul tema” che il candidato Sindaco Enrico Musso mette in campo nella sua campagna elettorale. La prostituzione: una realtà difficile, troppo a lungo ignorata dalle istituzioni cittadine. E’ arrivato il momento di affrontare il problema cercando di aprire un tavolo di confronto con tutte le parti interessate a volerlo risolvere. Solo così, in seguito ad analisi approfondite, si potrà formulare una proposta reale e concreta, fondata su idee solide. Enrico Musso prende le distanze da quello che è apparso su un quotidiano genovese che da per certa una sua proposta sull’argomento e ribadisce la sua ferma intenzione a trovare una soluzione al fenomeno. Non si può far finta di nulla, bisogna rendere vivibili tutti i quartieri della città e ridare ai cittadini sicurezza.

Enrico Musso ha fatto il primo passo per aprire il dibattito menzionando il caso di Anversa, città portuale assai simile a Genova, dove il fenomeno è circoscritto ad una ristrettissima area – due brevissime strade collegate da una “galleria”di recente costruzione – in cui le condizioni igienico-sanitarie sono controllabili, e il fenomeno dello sfruttamento e della schiavitù è assente.

Con un’organizzazione simile, anche a Genova sarebbe molto più facile, rispetto alla situazione attuale, individuare e colpire situazioni di sfruttamento e di schiavitù che tentassero di permanere al di fuori di tale contesto. Questo consentirebbe anche una rete di contatti con le associazioni volontarie, l’assistenza sociale e sanitaria, e una più facile informazione sui vantaggi concessi dalla legge Bossi-Fini alle prostitute straniere.

Cercare, di conseguenza, di individuare un’area appropriata non vuol dire proporre un “Palazzo del sesso”, ma mettere sul tavolo della discussione politica e civile un argomento che fino ad oggi a Genova non si è voluto e non si vuole affrontare, forse perché ritenuto troppo complicato e controproducente soprattutto nel “momento elettorale”.
Invece Enrico Musso dice che si deve trovare una soluzione, insieme alla città e a quelle associazioni che, in assenza delle istituzioni, hanno sempre operato per aiutare le prostitute e diminuire almeno in parte il malessere sociale. Associazioni che bisogna aiutare, sostenere non solo finanziariamente, ma ascoltandole e prendendo i provvedimenti che ci chiedono, ragionando con loro. Il problema deve essere affrontato con sensibilità e senza strumentalizzazioni politiche. La soluzione non potrà che essere un insieme di strumenti, di atteggiamenti, di prese di coscienza che ora Enrico Musso non vede da parte della sinistra. Deve essere un punto del programma dei candidati e su quello delle primarie presentato da Marta Vincenti non ve ne è traccia! È facile far finta che i problemi non esistano, per non trovarsi in difficoltà. È facile parlare solo di tavoli di concertazione e proporre parole. Enrico Musso dice: “Facciamo qualcosa per queste persone e per la nostra città!”

Quale coerenza? Ecco le posizioni di Serra, Turco, don Gallo

Sulla stessa linea si era pronunciato l’anno scorso il prefetto di Roma Achille Serra che sottolineava l’opportunità di debellare lo sfruttamento ed effettuare controlli medici. Serra sottolineò che “le fondamenta su cui poggia un paese democratico sono le regole della civile convivenza, senza le quali regna l'anarchia, la confusione, il malcontento” e definì prioritaria “la sicurezza dei cittadini, la percezione di vivere in un contesto di ordine e rispetto della collettività”.

Facile attaccare, difficile affrontare temi spinosi e altrettanto difficile essere coerenti! In precedenza (2000) l’allora Ministro della Solidarietà Sociale Livia Turco dichiarò “Va presa in considerazione senza ipocrisia anche l'istituzione di zone protette” (5 luglio 2000) e sostenne l’opportunità di destinare “alcuni spazi delle città alla prostituzione per dare una risposta di sicurezza ai cittadini”.

La stessa Turco insieme a Finocchiaro, Pollastrini e altri presentò una proposta di legge (2002) che prevedeva (art. 4): “Gli enti locali possono individuare, di comune accordo con gli organismi del privato sociale che lavorano in questo settore, le associazioni delle prostitute e, qualora esistano, i comitati dei cittadini, luoghi pubblici nei quali è consentito l'esercizio della prostituzione, concordando orari e modalità di utilizzo degli stessi. In questi luoghi saranno promosse anche misure volte alla riduzione del danno sociale e sanitario connesso all'esercizio della prostituzione, come il controllo della criminalità e interventi volti alla tutela della salute”.

I quartieri a luci rosse sono stati approvati dal Comune di Venezia (sindaco il prodiano Paolo Costa) dal 2002.

Anche don Andrea Gallo propose (1999) di favorire la formazione di cooperative fra prostitute e di concentrarle tutte in zone a luci rosse (Repubblica, 14 maggio 2005). A favore delle zone protette si espresse anche Mirta Da Prà del Gruppo Abele, storica associazione fondata da don Luigi Ciotti e impegnata tra l’altro nell'assistenza alle prostitute.

In allora, non si sono registrate prese di posizione dell’on. Vincenzi contro le sue compagne di partito Livia Turco, Anna Finocchiaro, Barbara Pollastrini, don Gallo e don Ciotti o contro don Gallo e don Ciotti. Né l’on. Vincenzi replicò loro: “Ecco la vera destra che getta la maschera”.

Nel gioco delle parti elettorale non stupisce che la sinistra dell’on. Vincenzi, dopo avere colpevolmente ignorato il problema, che è tale prima di tutto per tutte le donne vittime della prostituzione, e naturalmente per tutti gli abitanti delle zone interessate dal fenomeno e dal degrado e criminalità connessi, oggi lo minimizzi. Stupisce invece che continui a ignorarlo in un programma che – se pure la sinistra ha dichiarato di NON volersi occupare di sicurezza –avremmo immaginato maggiormente orientato verso una tutela effettiva dei diritti delle donne, incluse quelle oggetto di sfruttamento sessuale. 

Prostituzione, criminalità, sicurezza

La questione rientra nel tema della sicurezza per i cittadini, che Enrico Musso ha posto al primo punto del suo programma di candidato sindaco, proponendo l’istituzione dell’agente municipale di quartiere e l’installazione di telecamere “intelligenti” nelle zone maggiormente a rischio. La sinistra ha polemizzato con Enrico Musso sostenendo che il Comune non si deve occupare di sicurezza, poiché questo attiene alle competenze dei superiori ordini di governo, e che la sicurezza non costituisce comunque un problema a Genova, città che sarebbe pressoché immune da problemi di questo tipo. Il Censis classifica invece Genova al quarto posto in Italia per numero di reati (6,9 ogni 100 abitanti).

L’esempio del sindaco di Milano Letizia Moratti, che dopo grande insistenza ha appena ottenuto dal Governo maggiori dotazioni di forze di sicurezza di stato (2 nuovi commissariati e 110 nuovi agenti), bene evidenzia i risultati che si possono ottenere a livello comunale da un Sindaco che ponga il problema della sicurezza nella giusta dimensione, anziché minimizzarlo per interessi elettorali.

Ecco, in tutta la sua evidenza, la differenza fra la sinistra, che addirittura nega l’esistenza di un “problema sicurezza”, e il candidato Sindaco Enrico Musso, che cercherà di affrontarlo con tutti i mezzi di cui l’amministrazione comunale dispone.

Skype Me™!
Seo e web marketing in Liguria
logo-claudio-arena-foto-160
burgman 650 experience
Agenzia della entrate