Politica

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16
Apr
2007

FOCL FEDERAZIONE OPERAIA CATTOLICA LIGURE: IN POLITICA, DA CATTOLICI

L'approssimarsi delle elezioni amministrative in diversi enti locali della nostra Regione suggeriscono alcune considerazioni circa l'impegno dei cattolici in politica, considerazioni che - ovviamente - sono estensibili anche alla più ampia realtà nazionale. Se è pur vero che la Chiesa non intende essere un'agenzia politica, così come enunciato da Benedetto XVI a Verona nello scorso autunno, è altrettanto vero che i cristiani, laicamente, sono chiamati a svolgere un servizio eminente a favore del prossimo impegnandosi in politica, così come ricordato nell'Enciclica "Christifideles laici" di Giovanni Paolo II.

Sicché è auspicabile, anzi doveroso, che i cattolici  portino il loro contributo e le loro capacità per la gestione della "res pubblica".

Circa la qualità di questo impegno pare ovvio che i cattolici facciano riferimento alla Dottrina Sociale della Chiesa ed ai documenti del Magistero, tra cui spicca la "Nota dottrinale circa alcune questioni riguardanti l'impegno ed il comportamento dei cattolici nella vita politica" emanata nel 2002 dall'allora card. Ratzinger, quale Prefetto della "Congregazione per la dottrina della fede", nota che deve essere collegata alla prima Enciclica di Benedetto XVI "Deus caritas est" ove, nel riaffermare l'unità tra fede e ragione, si evidenzia come la questione antropologica non sia separabile dalla questione sociale.

Concetti da studiare ed approfondire; di qui la necessità che i cattolici impegnati in politica non siano solamente dei "volenterosi", ma siano opportunamente preparati e formati per parlare e decidere con una piena cognizione dei temi di cui si parla, specie se questi investono - come nella maggioranza dei casi - il bene comune.

Proviamo ad immaginare un attivista di Greenpeace che dicesse: "sono un ecologista, sono contro l'inqiinamento, ma non impedirò mai che chi lo vuole, possa liberamente inquinare. I miei valori non posso imporli".  Un ipotesi del genere non è realista perché nessun ecologista accetterebbe di "relativizzare" i valori in cui crede.

Può invece capitare che vi siano cattolici, magari impegnati in politica ma privi di una solida formazione alla Dottrina Sociale della Chiesa, che avendo scelto altre fonti di informazione e formazione, si ritrovino a considerare il magistero della Chiesa estraneo se non nemico e ad augurarsi che taccia. Naturalmente è proprio dei laici occuparsi in modo laico, autonomo e responsabile delle cose temporali. Ma così come nessuno si aspetta che un ecologista scenda a compromessi sull'inquinamento, da un cattolico impegnato laicamente in politica ci si aspetta chiarezza sui valori di fondo della concezione cristiana della vita e della persona. E non solo chiarezza, ma grande capacità di dialogare e di attrarre consensi. (Claudio Gentili)

Spesso si considerano le scelte attuate dalle Amministrazione Locali del tutto neutre ed insignificanti sotto il profilo dei valori. Non è così. Un cattolico, proprio per le precedenti considerazioni, deve confrontarsi continuamente con i propri valori di riferimento ed agire di conseguenza. Questo è un auspicio per i cattolici che saranno eletti. Ma è anche un invito ai cattolici di scegliere, oculatamente, fra i candidati al momento di esprimere il proprio voto.
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