Politica
GENOVA AN PLINIO NO ALLíIMPORTAZIONE DI PRODOTTI PROVENIENTI DAI CAMPI CINESI DI LAVORO FORZATO
Il Capogruppo regionale A.N. Gianni PLINIO ha presentato una interpellanza urgente per conoscere se il Presidente della Regione Claudio BURLANDO, nell’ambito dei numerosi incontri con esponenti istituzionali e governativi della Repubblica Popolare Cinese, abbia trovato modo di sollecitare, oltre la stipula di rapporti di natura economico commerciale, il rispetto dei fondamentali diritti umani e civili tuttora negati come ampiamente documentato dalla stessa autorevole Amnesty International.
“Sarebbe di sconcertante gravità se il democraticissimo Presidente Burlando, in una settimana di permanenza in Cina, non avesse trovato neppure un momento per parlare di diritti civili in un Paese in cui vige la pena di morte, la tortura e la repressione violenta del dissenso politico e delle libertà religiose insieme con la pratica sistematica del lavoro forzato che sfrutta anche i minori –ha detto PLINIO.
I diritti umani vengono prima delle ragioni di opportunità diplomatica e degli stessi scambi commerciali! È scandaloso che la tanto decantata competitività cinese sia basata anche e soprattutto sulla negazione dei fondamentali diritti dell’uomo, sullo sfruttamento del lavoro minorile e sulla schiavitù. Come A.N. abbiamo anche chiesto la discussione urgente di una mozione da noi presentata che sollecita il Governo nazionale a proibire l’importazione di prodotti provenienti dai “Laogai” e cioè dal sistema di campi di concentramento dove lavorano come schiavi tra i quattro e sei milioni di cinesi tra cui moltissimi bambini. Sulla base di rapporti di Associazioni umanitarie internazionali risulterebbero oltre mille le prigioni di lavoro, almeno 50 milioni le persone passate nei campi e che non ci sia persona in Cina che non abbia un parente o conoscente che vi sia stato recluso. La differenza rispetto al vecchio Gulag sovietico è che, con il passaggio al capitalismo, i campi cinesi si sono trasformati in aziende specializzate nell’export della merce “made in China”. Voglio sperare che almeno sulla condanna dei “Laogai” Burlando e compagni vari di via Fieschi –sempre tanto zelanti, a chiacchiere, quando sono in gioco libertà sindacali e garanzie varie- esprimano un parere favorevole per una volta senza se e senza ma”.
- GENOVA VITTORIO SGARBI DIFENDE IL PARCO DELL'ACQUASOLA
- IL COORDINAMENTO CITTADINO DI FORZA ITALIA CHIEDE DIMISSIONI A PERICU PER IL DISSESTO DELL'AMT
- GENOVA PLINIO CHIEDE A SINDACO E QUESTORE INTERVENTI PER IMPEDIRE CAMPI NOMADI ABUSIVI IN CITTAí
- ESPOSTO DI PLINIO SULLA PUBBLICITAí TURISTICA DELLA LIGURIA BANDITA DALLíAPTL
- GENOVA I VERDI ALLA GIORNATA MONDIALE CONTRO LíINCENERIMENTO DEI RIFIUTI
- IL MOVIMENTO INDIPENDENTISTA LIGURE RACCOGLIE LE FIRME PER LE ZONE ROSA










