Politica

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15
Gen
2008

IL CENTRODESTRA UNITO" STOP AL PIANO DELLA RETE OSPEDALIERA

Le opposizioni all’unisono chiedono con le firme previste dal Regolamento un Consiglio straordinario, il ritiro e la riscrittura del piano: “Troppe incongruenze e critiche, persino da parte di  autorevoli esponenti del centrosinistra, tra i quali il sottosegretario alla difesa, Lorenzo Forcieri e l’ex presidente della provincia di Savona, Alessandro  Garassini” Un Consiglio straordinario per definire un nuovo percorso che consenta alla Giunta di rielaborare il piano di riordino della rete ospedaliera, tenendo conto delle reali esigenze ed osservazioni  emerse nell’ambito delle audizioni che si sono svolte nei giorni scorsi in commissione salute. L’attuale piano deve essere, dunque, ritirato per lasciare spazio alla scrittura di un nuovo testo.

In caso contrario il centrodestra promette ostruzionismo ad oltranza, in commissione ed in Consiglio.
E’ quanto hanno annunciato questa mattina nell’ambito di una conferenza stampa, svoltasi nel palazzo del Consiglio regionale, i gruppi dell’opposizione consiliare di centrodestra: Forza Italia, Alleanza nazionale, Udc, Lega Nord, Per La Liguria e Per La Liguria Sandro Biasotti, che hanno già sottoscritto la richiesta di convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio. Secondo quanto ipotizzato questa mattina dagli esponenti di centro destra, la seduta straordinaria potrebbe essere convocata a norma di regolamento dal presidente del Consiglio nei primi giorni di febbraio.
«Siamo pronti a scendere sulle barricate, a metter in atto un ostruzionismo ad oltranza. Se la Giunta non accetterà di riscrivere il piano, da parte nostra sarà davvero lotta dura senza paura per impedirne l’appovazione», ha incalzato Luigi Morgillo (Forza Italia) , che ha volutamente e provocatoriamente “rubato” uno slogan proveniente dalla sinistra estrema.


«La nostra richiesta fa seguito alle audizioni dei giorni scorsi, svoltesi in commissione sanità: hanno dimostrato che il piano raccoglie solo critiche,  dai medici, dalle associazioni sindacali che rappresentano il personale sanitario e quelle dei malati», hanno quindi spiegato all’unisono Luigi Morgillo, Gianni Plinio, Nicola Abbundo, Francesco Bruzzone, Sandro Biasotti e Giovanni Macchiavello, rispettivamente capogruppo di Forza Italia, An, Udc, Lega, Per La Liguria e Per la Liguria Sandro Biasotti.
« Alle critiche – ha ricordato Matteo Rosso (Forza Italia)  – si sono uniti anche autorevoli esponenti del centrosinistra, tra gli altri ricordiamo l’ex presidente della Provincia di Savona, Garassini ed il sottosegretario Forcieri che ha messo il dito in una delle principali “piaghe”: quella che riguarda la situazione spezzina»,
L’opposizione definisce condivisibili gli obiettivi del piano, ma sbagliate le strategie che si vogliono adottare per raggiungerli.
In particolare il centrodestra punta l’indice «sull’incertezza che grava sul futuro dei piccoli ospedali, per i quali non si è definito nulla circa il loro futuro utilizzo. In quest’ ottica – affermano all’unisono Biasotti e Plinio - non si comprende la reale utilità dell’ospedale di Ponente, che peraltro non si sa con esattezza dove verrà realizzato e con quali fondi mentre si affossano tramite la deaziedalizzazione il Santa Corona e il Villa Scassi di Genova Sampierdarena».
«L’incertezza e la confusione -  ha aggiunto Morgillo - pesa anche sul comparto spezzino. Non è stato chiarito con quali funzioni e criteri saranno mantenute le due strutture ospedaliere attuali della Spezia e di Sarzana . E’ impensabile ripartire i servizi di un Dea di primo livello tra due strutture. Gli accorpamenti  ed i trasferimenti previsti tra La Spezia e Sarzana creano non poche perplessità, come ha rimarcato anche il sottosegretario Forcieri».  «E non c’è ancora chiarezza – ha ricordato Gabriele Saldo (Forza Italia) - su dove e con quali fondi sarà realizzato il nosocomio di Arma di Taggia. Per quanto riguarda i punti nascita e la ginecologia il piano non individua criteri omogenei per l’organizzazione dei servizi: alla Spezia si accorpano i due reparti maternità, mentre a Savona, da due, i punti nascita diventano tre, pur con un simile bacino di utenza». Nicola Abbundo (Udc)  ha denunciato le gravi carenze del servizio di dialisi, praticamente inutilizzabile dai turisti per le lunghe code di pazienti locali.

Il centrodestra dice anche no anche «all’inglobamento di Sori, Bogliasco  e Pieve Ligure nella Asl 4, del resto criticata dallo stesso direttore dell’azienda sanitaria in questione. Inoltre, il piano fortemente condizionato dall’esigenza di rispondere agli impegni assunti con il Governo ignora completamente alcuni gravi problemi, come quello delle liste d’attesa e della mobilità passiva. Infatti le misure previste dal piano, accorpamenti  e deaziendalizzazioni, sono state individuate senza tener conto dei sopracitati problemi. Non è stato effettuato alcun studio preventivo in merito alla questione. La razionalizzazione della rete non ha tenuto conto delle reale esigenze di un miglior funzionamento di importanti servizi, quali la radioterapia, per i quali si registrano liste di attesa drammatiche. Come rilevato anche dalle organizzazioni sindacali, il piano  ignora i laboratori di analisi, il funzionamento del 118  e la rete dell’emergenza».    
     

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