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26
Set
2011

DDL intercettazioni , Cassinelli : Niente Censura

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alt Il deputato del Pdl, in prima linea nella difesa della libertà della rete, annuncia che ripresenterà l'emendamento scritto un anno fainsieme agli internauti italiani. "Fu un lavoro lungo che consentì di scrivere un buon testo", afferma. "Oggi è bene

 cercare convergenze piuttosto che urlare ad un'inesistente censura di Stato". "Non c'è nessuna volontà di soffocare la libertà della rete, ma forse poca sensibilità nei confronti del fenomeno col quale vogliamo rapportarci". Così l'on. Roberto Cassinelli (Pdl) interviene nel dibattito sul famoso "comma 29" del ddl intercettazioni, che porrebbe l'obbligo di rettifica

indistintamente a carico di blogger e testate professionali on-line. "La squallida iniziativa di 'listaouting', che considero avvilente per chi utilizza il blogging come strumento di informazione e non di diffamazione, ha riportato l'attenzione su una tematica dimenticata per oltre un anno", prosegue il parlamentare Cassinelli ricorda infatti che "già nell'estate del 2010 la rete si era mobilitata per modificare il comma 29: in quella occasione presentai un emendamento, scritto con il contributo degli internauti italiani, che aveva l'obiettivo di conciliare il giusto principio per il quale chi scrive falsità sul conto altrui deve rettificare con le esigenze e le peculiarità di un mondo, quello del web, che continua ad evolvere e non può in alcun modo essere represso". "Ripresenterò pertanto quell'emendamento - afferma il deputato - certo che il Parlamento italiano non tratterà con superficialità un tema degno della massima attenzione, anche alla luce dei principi costituzionali che impongono una seria riflessione".

L'emendamento di Cassinelli adegua la terminologia utilizzata dal comma 29, distingue termini e sanzioni fra testate professionali e piattaforme amatoriali, considera le peculiarità dei social network e tiene presenti questioni tecniche non di secondo piano. "Alcuni colleghi - conclude il parlamentare - hanno ritenuto di aizzare le piazze ed urlare alla censura di Stato. Avendo già avuto occasione di confrontarmi con la rete, personalmente preferisco portare a termine quel lavoro mantenendo un tono più pacato e concentrandomi sulla necessità, incontestabile, di modificare un testo potenzialmente dannoso".