Politica

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01
Mar
2010

MICHELE SCANDROGLIO: QUALCHE RIFLESSIONE E QUALCHE DOMANDA ALL'UDC

Le recenti dichiarazioni del segretario regionale Udc e le proposte programmatiche fatte proprie dallo stesso partito, meritano una riflessione. Non solo per la portata degli impegni avanzati da Rosario Monteleone. I temi toccati sono importanti perché toccano la sfera dei valori e proposte che sono largamente condivise dal Pdl, dai suoi alleati e soprattutto dal candidato presidente alla Regione. Buoni scuola, sostegno della famiglia intesa secondo lo spirito cristiano di unione tra un uomo e una donna, meritocrazia, grandi opere, una sanità efficiente.

Il programma appena presentato dall’Udc e dal suo segretario regionale, sono in gran parte una riproposizione quasi perfetta di quel programma che era stato stilato prima delle elezioni regionali del 2000: quel programma era stato il riferimento concreto a cui si era ispirata l’azione di governo di Sandro Biasotti tra il 2000 e il 2005. In quest’ottica non può che fare piacere riscoprire le stesse affinità che tra il 2000 e il 2005 hanno permesso al presidente Biasotti di governare bene con l’Udc. Oggi il partito di Monteleone ha deciso di scegliere come compagni di percorso i comunisti, gli abortisti, gli integralisti verdi, il partito del no. E’ una scelta che consideriamo sbagliata; ma soprattutto incoerente. Una scelta che è stata calata dall'alto, presa a Roma dal segretario Pieferdinando Casini, senza alcuna attenzione per il territorio e per la coerenza.

Ci chiediamo cosa penserà il comunista Giacomo Conti sul tema dell'aiuto alle scuole cattoliche. O come reagiranno Marco Nesci e Tirreno Bianchi di fronte alle norme sulla vita intesa secondo i valori cristiani? Quale sarà l'appoggio che Cristina Morelli potrà dare a un nuovo piano casa o alla semplice costruzione di un campo golf? Come farà Monteleone a discutere con i marxisti e gli abortisti della sua coalizione di aiuto alle famiglie formate da marito e moglie? Come sarà possibile far avanzare i cantieri della gronda, del terzo valico, del tunnel Fontanabuona e della altre grandi opere, dovendo sottostare ai diktat degli integralisti dell’ambiente? Cosa diranno i Rifondatori Comunisti, la sinistra estrema, dell'idea dell'Udc di aprire la sanità alle convenzioni con i privati? Insomma, Monteleone e l’Udc non potranno governare il cambiamento di cui la Liguria ha bisogno. A confermarlo è stato lo stesso Umberto Calcagno, già segretario provinciale genovese Udc, candidato Udc per le prossime regionali, che ha ribadito di preferire Biasotti come presidente della Regione.

Michele Scandroglio  coordinarore Pdl della Liguria


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