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06
Lug
2007

LA LETTERA DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA BURLANDO AL SETTIMANALE L' ESPRESSO

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L’Espresso ha dedicato molta attenzione alla Liguria nel numero 24 del 21 giugno 2007 (“Il fronte del porto”, di Peter Gomez), tirando in ballo la Regione Liguria e il sottoscritto, che, se interpellato, avrebbe potuto offrire ogni chiarimento, evitare alcune inesattezze e aggiungere altre notizie. Ci provo comunque, nel modo più sintetico possibile, cominciando dall’immagine più colorita: Claudio Burlando e Claudio Scajola si sono “spartiti la regione”? Con Scajola ho collaborato quando era ministro dell’industria del governo Berlusconi sulla base di una nostra proposta per risolvere l’annosa questione delle acciaierie di Cornigliano. È stato raggiungo un risultato di rilevante valore ambientale: non c’è più l’altoforno, una vasta area è stata restituita alla città di Genova, e l’imprenditore Riva si è impegnato a riconvertire in modo “pulito” la produzione di acciaio “a freddo”, mantenendo al lavoro oltre un migliaio di persone. Effettivamente credo si possa dire che abbiamo agito con “buon senso”.
Per il resto è noto che la Liguria – come ricorda Gomez – “resiste” con amministrazioni di sinistra in tutte le province, tranne Imperia. Ma anche in questo “feudo” di Scajola, governiamo a Sanremo e ci è capitato di vincere tra l’altro a Ventimiglia e nello stesso comune di Imperia…
Ma passiamo alla questione della “cementificazione”.  
Prima di tutto rispondo al mio amico Novelli (Burlando “non vede, non sente, non parla”). No caro Diego, Burlando, e con lui gli uffici della Regione Liguria, si assume le sue responsabilità, e dice sì, sì, no, no. Oppure di fronte a un progetto da modificare chiede di modificarlo.
Del lungo elenco che fa l’Espresso – a parte le vicende relative al porto di Savona che riguardano interamente gli anni precedenti alla mia amministrazione, e il progetto per le Torri di Albenga,  di fatto già accantonato - per la grande maggioranza dei casi (il grattacielo di Fuksas,  la cava Ghigliazza di Finale, e altri ancora) i relativi progetti non sono ancora giunti all’esame degli uffici regionali. Quando questo avverrà ci pronunceremo in modo preciso. Posso anticipare, per esempio, che per quanto riguarda l’area Piaggio di Finale terremo nel debito conto il destino di una azienda qualificata che dà lavoro a molti liguri.
L’impegno amministrativo di questi due anni dimostra, credo, che sappiamo assumerci le nostre responsabilità, e cito gli unici casi in cui abbiamo deciso: per quanto riguarda il porticciolo di Loano, era già finito e non usato quando sono stato eletto: era privo di volumi a terra, e ci è sembrato giusto rendere l’opera utilizzabile. Per il porto di Imperia abbiamo approvato un progetto facendolo sensibilmente modificare secondo le indicazioni della Commissione VIA e della Soprintendenza, che coincidevano con le posizioni di tutte le forze di opposizione di Imperia.
L’Espresso non lo ricorda ma in altri casi, abbiamo detto no: come per il progetto del porticciolo di Santa Margherita Ligure – giudicato troppo invasivo -  e per quello di Spotorno-Noli: in quest’ultimo caso la Commissione  VIA ha valutato il valore ambientale di una prateria di posidonia cresciuta nel fondale e noi ne abbiamo convenuto. A Sestri Levante un referendum indetto dal Comune (ha partecipato il 45% della popolazione, sedicenni compresi, e il 55% ha detto no) ha respinto un progetto di porticciolo e le istituzioni hanno riconosciuto la volontà di chi ha votato.
Infine, ma ci tengo in modo particolare ad affermarlo, sono del tutto prive di fondamento le cose scritte a proposito dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure:  nessuna speculazione è alle porte. La deaziendalizzazione risponde all’obbiettivo di abbassare i costi dell’amministrazione e di investire di più per il servizio ai malati. Non è vero che l’ospedale perderà la qualifica di DEA e non è vero che il reparto di ostetricia sarà trasferito. E’ invece vero – aggiungo per i lettori dell’Espresso – che abbiamo investito molte risorse per dotarlo di un’apparecchiatura Tac Pet per la diagnosi e la cura dei tumori e di una nuova residenza attrezzata per chi ha subito incidenti gravi.
Per concludere: il rilancio della Liguria sarà assicurato certamente da un intelligente equilibrio tra tutela ambientale e progetti di sviluppo ecologicamente compatibili. Siamo la prima Giunta ad avere appena approvato una legge che blocca la trasformazione degli alberghi in seconde case. Abbiamo appena istituito un nuovo parco  nell’imperiese. L’Espresso naturalmente fa bene a esercitare la sua critica, ma credo che questa possa essere davvero efficace se contribuisce a una conoscenza circostanziata dei fatti.

Il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando