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12
Ott
2018

Si possono prevenire le malattie cardiovascolari con l'ecg?

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Quando si parla di malattia cardiovascolare si fa riferimento a un accumulo di placche per colpa del quale in alcuni vasi sanguigni dell'organismo umano compaiono dei blocchi. Ciò può avvenire nelle arterie degli arti inferiori (e in questo caso si ha una condizione di arteriopatia periferica), nelle arterie del cuore (e in questo caso si ha a che fare con una cardiopatia coronarica) o nelle arterie del cervello (e in questo caso si verifica una malattia cerebrovascolare). Negli Stati Uniti, la causa di morte più frequente è la coronaropatia: una dimostrazione del motivo per il quale le malattie cardiovascolari non dovrebbero essere sottovalutate, visto che possono provocare ictus e infarti che - come si vede - in molti casi possono risultare letali.

Cardiopatia coronatica: quali sono i sintomi?

Il dolore toracico è uno dei sintomi che contraddistinguono la cardiopatia coronarica, insieme con la difficoltà a respirare, che si avverte soprattutto quando si pratica attività fisica. Ciò non vuol dire che chi non ha sintomi si possa considerare al sicuro: esistono, infatti, individui che presentano malattie cardiache asintomatiche. Sono soprattutto loro che possono trarre un importante vantaggio dai programmi di screening e dai trattamenti conseguenti che possono essere eventualmente raccomandati: è molto importante sapere se si fa parte della categoria di soggetti ad alto rischio, come si può scoprire nel corso di una visita da un cardiologo a Bolzano.

Gli strumenti di valutazione del rischio

Per capire se una persona deve essere sottoposta a screening, sono vari gli strumenti di valutazione del rischio di cui un medico si può servire. Prima di tutto, è necessario tenere conto dei fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, tra i quali l'obesità o il sovrappeso, il sesso maschile, l'età avanzata, il diabete, l'ipertensione, il fumo, una storia familiare di malattie cardiache e il colesterolo alto. Le statine sono un esempio di farmaco che potrebbe essere usato per un trattamento (nel caso specifico, per il colesterolo alto). Ci si potrebbe chiedere, a questo punto, se anche un ecg sia utile in tal senso, e la risposta è sorprendente: facendo riferimento alle evidenze scientifiche di cui si può disporre fino a questo momento, infatti, non si può affermare con certezza l'utilità di ricorrere a un ecg - sia esso eseguito sotto sforzo o a riposo - per migliorare la valutazione del rischio

Pro e contro dello screening

Al tempo stesso, non devono essere trascurati i rischi potenziali che potrebbero derivare da screening che si basano su trattamenti che in realtà non sarebbero necessari, visto che in alcuni casi essi potrebbero comprendere procedure invasive e dannose per il cuore. Allo stato attuale, si può sostenere che per un soggetto con rischio ridotto di malattie cardiovascolari uno screening con ecg da sforzo o a riposo può essere addirittura più dannoso rispetto ai potenziali benefici che esso sarebbe in grado di assicurare. Il discorso è diverso per i soggetti a rischio medio alto: in questo caso, infatti, l'evidenza disponibile al momento non basta per esaminare la proporzione tra i danni e i benefici derivanti dallo screening.

L'ecg non è altro che l'elettrocardiogramma, vale a dire un'indagine diagnostica che prevede la registrazione dell'attività elettrica del cuore su carta millimetrata: si tratta di una rappresentazione grafica che permette di riscontrare alcune anomalie. L'esame prevede che il paziente debba tenere scoperti i polsi, il torace e le caviglie e assuma una posizione a pancia in su. Occorre, inoltre, che egli tenga lontani eventuali oggetti in metallo come collane o bracciali che potrebbero favorire delle alterazioni del tracciato.