Spettacoli
08
Mar
2007
GENOVA TEATRO MODENA: ECHO ART, FESTIVAL MUSICALE DEL MEDITERRANEO
sabato 10 marzo ore 21Teatro Gustavo Modena
Echo Art – Festival Musicale del Mediterraneo
War ß à Ma ß à Peace
di e con Tadashi Endo e Davide Ferrari
Tadashi Endo, danzatore butoh, coreografo, direttore del Butoh Center MAMU, impersona la saggezza della tradizione artistica orientale e occidentale, appresa a Vienna nei seminari di Max Reinhard ed espressa sui palchi di tutta Europa, spesso in solo. Nel 1989 ha incontrato il grande maestro di danza butoh Kazuo Ohno e da questo rapporto ha gettato le basi per il suo successivo lavoro creativo. Il butoh, creato proprio dal maestro danzatore Kazou Ohno negli anni ’50 in Giappone, è una forma di teatro-danza estremamente intima, ma al tempo stesso spettacolare: dove convivono immobilità e frenesia, pace e violenza, visibile e invisibile. E’ l’espressione autentica e spietata, è l’improvvisazione libera dell’essere, è una relazione unica ed irripetibile con se stessi, con lo strumento, con il suono, con il pubblico.
Endo ha creato spettacoli di danza butoh in solo, ma anche coreografie per spettacoli con più danzatori che porta in scena con la sua compagnia di danza, Mamu Dance Theatre, nei quali esprime la tensione tra ying e yang, il maschile e il femminile e l’infinito movimento tra di essi. Attraverso movimenti minimi, estrapola il massimo della tensione e del feeling con una mirabile sintesi fra teatro, performance di improvvisazione e danza.
L’incontro con Davide Ferrari, musicista, musicoterapista, co-fondatore nel 1984 di Echo Art, anima del Festival Musicale del Mediterraneo e co-curatore del Museo delle Musiche dei Popoli di Genova, avvenuto nella scorsa stagione all’Archivolto in occasione dello spettacolo “Mizukagami – Lo specchio d’acqua”, ha dato vita a una collaborazione che giunge sul palcoscenico del teatro Gustavo Modena sabato 10 marzo alle ore 21 con War ß à Ma ß à Peace, uno spettacolo in prima assoluta che nasce dal concetto giapponese del Ma, lo spazio intermedio, lo spazio di transito. E’ la ricerca delle zone oscure che divengono chiare, delle zone al confine tra guerra e pace. Un affascinante connubio tra movimento e sonorità che genera quiete e tempesta, luce e ombra.
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