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10
Mar
2007

LA CONCESSIONE DEL TELEFONO, DA CAMILLERI ALLA CORTE

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GENOVA TEATRO La "Concessione del telefono" uno dei primi capolavori di Andrea Camilleri, sta per arrivare sui palcoscenici genovesi. Si aprono infatti martedì 13 marzo alla Corte e al Duse le prenotazioni per La concessione del telefono, lo spettacolo di Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore siciliano, in scena al Teatro della Corte da mercoledì 21 marzo a domenica 1 aprile.
Prodotto dal Teatro Stabile di Catania per la regia di Giuseppe Dipasquale, La concessione del telefono, si avvale di un nutritissimo gruppo di attori che sono: Francesco Paolantoni, Tuccio Musumeci, Pippo Pattavina, Marcello Perracchio, Gian Paolo Poddighe, Alessandra Costanzo, Pietro Montandon, Angelo Tosto, Franco Mirabella, Franz Cantalupo, Valeria Contadino, Raniela Ragonese, Giampaolo Romania, Sergio Seminara.

Scene di Antonio Fiorentino, costumi di Angela Gallaro, musichedi Massimiliano Pace, luci di Franco Buzzanca.
La concessione del telefono è uno dei romanzi più noti di Andrea Camilleri, il più celebrato autore italiano di best sellers degli ultimi anni. Il romanzo è diventato un testo teatrale di successo, grazie al lavoro congiunto di Camilleri con il regista Giuseppe Dipasquale. La vicenda raccontata da La concessione del telefono affonda profondamente nell’humus e nel cuore della Sicilia ed è una delle più divertenti del suo autore. Una commedia degli equivoci e degli imbrogli, ambientata nell’immancabile Vigàta.

Tutto ha inizio con un ridicolo scambio tra due lettere dell’alfabeto. Alla fine dell’Ottocento, il protagonista Pippo Genuardi indirizza domanda formale per ottenere la concessione di una linea telefonica privata al prefetto di Montelusa, denominandolo Vittorio Parascianno anziché Marascianno, come in realtà costui si chiama. Da questo futile errore, si dirama una storia che coinvolge non solo Genuardi, siciliano qualsiasi, e la sua famiglia, ma anche la Chiesa e i vari apparati dello Stato: Prefettura, Questura, Pubblica Sicurezza, Benemerita Arma dei Reali Carabinieri. Nonché don Calogero Longhitano, il mafioso del luogo, e molti altri compaesani, anch’essi siciliani qualsiasi, che involontariamente capitano sulla strada del protagonista, il quale sembra mosso solo dalla passione per la giovane suocera.

Il romanzo è stato rispettato non solo nella sua articolazione essenziale, ma soprattutto nella lingua di Camilleri: una lingua personale che calca e ricalca, in una divertita e teatralissima sinfonia di "parlate", una originalissima "sicilianità" linguistica, fatta di neologismi, di sintassi travestita, di modi d’uso linguistico presi dal dialetto, che esaltano la recitazione degli attori scelti a prestare i panni al mondo dei personaggi camilleriani.

I biglietti per tutte le rappresentazioni dello spettacolo sono acquistabili o prenotabili a partire da martedì 13 marzo, presso le biglietterie della Corte e del Duse, presso le Agenzie convenzionate e via internet entrando nel sito www.teatrostabilegenova.it. Per La concessione del telefono valgono tutti gli abbonamenti (Fisso, Libero e Giovani) e le consuete agevolazioni per gli studenti e i gruppi organizzati in accordo con l’Ufficio Rapporti con il Pubblico dello Stabile. Da questa Stagione tutti gli abbonati possono fissare il loro posto telefonando al numero 010 5342400 e poi ritirare (senza alcun costo aggiuntivo) il biglietto la sera stessa dello spettacolo. orari: feriali ore 20,30 festivi ore 16 prezzi: 23,50 euro (1° settore), 16,00 euro (2° settore)

paolo fizzarotti