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17
Set
2012

Teatro della Tosse, si riparte il 4 ottobre

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altLa Tosse riparte. Giovedì 4 ottobre ore 20.30 il teatro della Tosse apre le porte al suo pubblico con una serata  a entrata gratuita. Il direttore Emanuele Conte insieme a Fabrizio Arcuri, da tre stagioni consulente per la parte artistica, presenteranno la nuova stagione, che

quest’anno si preannuncia ricca di novità a partire da Cantiere Campana un nuovo progetto che ha come obiettivo quello di coinvolgere maggiormente il pubblico all’interno delle dinamiche teatrali oltre a proporre il meglio della nuova drammaturgia nazionale. La Tosse quest’anno ospiterà anche Michele Riondino il volto del giovane Montalbano nella serie tv Rai, con la nuova produzione Siamo solo noi; il regista drammaturgo di punta francese Joel Pommerat con la sua versione di Pinocchio per la prima volta in Italia; L’Accademia degli Artefatti che presenta Taking care of baby con Isabella Ragonese,

Francesca Mazza e le musiche inedite dei Subsonica; il grande regista tedesco Leone d’oro alla carriera nel 2009 Thomas Ostermeier che porterà in scena Susn, la Divina Commedia del regista drammaturgo lituano Eimuntas Nekrosius, Valerio Binasco regista di Romeo e Giulietta interpretato da Francesco Montanari, che nella serie Romanzo Criminale interpreta Il Libanese, le nuove produzione del Teatro della Tosse: Sogno di una notte di mezza estate che occuperà tutte le sale del Teatro e La regola del gioco che aprirà la stagione.
Dopo la presentazione salirà sul palco Vinicio Marchioni il freddo del serial tv Romanzo Criminale che porta alla Tosse La più lunga ora – ricordi di Dino Campana.
Marchioni riprende dopo qualche anno di pausa questo spettacolo, da lui scritto, diretto e interpretato, facendolo partire proprio dal teatro che omaggia Dino Campana intitolandogli una sala.

L’attore romano è diventato famoso al grande pubblico per l’interpretazione de Il Freddo nella serie Tv Romanzo Criminale diretta da Stefano Sollima oltre ad aver lavorato con Francesco Bruni per Scialla!, Aureliano Amadei per 20 sigarette e Woody Allen per To Rome with love.

La più lunga ora – ricordi di Dino Campana è uno spettacolo che lo stesso Marchioni descrive così: “Dino Campana, poeta, vagabondo, malato di mente e nel fisico, muore il 1 marzo 1932 in manicomio dopo una reclusione durata quattordici anni. Mi sono chiesto quante volte può morire un uomo, un poeta per di più, durante tanti anni di manicomio. Quante e quali cose gli sono potute mancare. E quanto è costato a quell’uomo aver inseguito per tutta la sua vita, meno gli ultimi quattordici anni, la poesia"

(Paolo Fizzarotti) su twitter @paolofizzarotti