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26
Ago
2012

Tutti i rumori del mare

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altEsordio alla regia cinematografica per Federico Brugia con Tutti i rumori del mare, al cinema dal 24 agosto. Un film indipendente, realizzato da The Family e Laokoon Filmgroup, giovane casa di produzione ungherese, e distribuito da Maremosso di

Luca Lucini e Raffaello Pianigiani.
“Credo che sia il momento migliore per provare a costruire un’alternativa per il cinema diverso – dichiara Luca Lucini, in veste di produttore e distributore - quel cinema che, da spettatore prima e da aspirante filmmaker poi, mi ha sempre incuriosito, stimolato e aperto la mente. Tra la crisi delle sale cittadine di qualità, la digitalizzazione e la riduzione dei budget produttivi, credo sia importante lasciare da parte gli individualismi e impegnarsi a mettere in rete gli autori e i produttori capaci di fare quel cinema diverso, molto richiesto dal proprio pubblico di riferimento”.
Tutti i rumori del mare, quasi interamente girato in Ungheria, affronta l’importante tema dell’identità.

Protagonista è X (Sebastiano Filocamo), un uomo che ha deciso di non esistere e lavora per un’organizzazione criminale per la quale trasporta merci e persone, in particolare donne da avviare alla prostituzione di alto bordo.
Ad X viene chiesto di condurre in Italia Nora (Orsi Tóth), ma la donna è molto diversa da quelle che è abituato a trasportare. Il lungo viaggio da Budapest all’Italia in compagnia della giovane spingerà l’uomo a mettere in discussione la propria scelta di non-vita.
L’impossibilità di mettere a tacere le emozioni di un passato che ritorna, porterà il protagonista ad ascoltare finalmente tutti i rumori di quel mare grazie al quale era riuscito ad annullare la propria esistenza.
Tutti i personaggi del film vivono un impasse esistenziale: Thomas (Benn Northover), che impartisce ordini a X, è imprigionato in una storia d’amore tormentata e a senso unico, che lo porta a condurre una vita al limite; Nora, piccola e fragile donna che ha fame di vita e sogna un futuro migliore, vive nel fumo dell’incendio che da piccola le ha portato via la famiglia e potrà veder chiaro solo dopo aver superato l’abbandono; X vive nella convinzione di non esistere, di poter essere chiunque senza mai essere nessuno e sfuggire a se stesso, fino a quando la vita non lo ritroverà.
Il paesaggio è un elemento fondamentale della narrazione e il regista lo imprime in modo sbiadito e desaturato, quasi che gli sconfinati orizzonti del territorio ungherese raccontassero l’anima dei personaggi e le loro vite, in un continuo gioco di silenzi, ellissi e sospensioni.
La colonna sonora porta la firma di Malika Ayane che con Grovigli (Sugar Music 2011) chiude il film. Suo anche il cameo della femme fatale con la pistola di un film in bianco e nero, che la giovane Nora guarda sognante dal televisore di una stanza d’albergo. Citazione cinefila certo, ma anche eco simbolica in questo noir raggelato di Brugia.