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17
Apr
2007

GENOA VICENZA 2-0 IL GRIFONE TIENE IL PASSO: 5∞ VITTORIA CONSECUTIVA, DECIDONO CAROBBIO E GASPARETTO

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Il Genoa ingrana la quinta, vittoria consecutiva. Una prestazione con pochi lustrini, tanta sostanza, molta sofferenza, più di quel che non dica il punteggio. Il turn-over deposita energie fresche volute dal ‘Gaspe’, alla centesima panchina in B. C’è Galeoto a fare il Rossi. Masiello è il custode difensivo, Carobbio al posto di Milanetto e Coppola frangiflutti a centro campo. In avanti i soliti tre e con licenza di colpire. La Nord non fa mancare il ruggito, è discreto il colpo d’occhio negli altri settori, ma è un Genoa più impacciato del solito, già dall’inizio, rispetto a quello incollato alla retina dopo Bologna. La circolazione del pallone è macchinosa e il Vicenza non fa complimenti, copre gli spazi e attacca senza timori reverenziali. Al 21’ Zeytulaev per poco non affila il dente nel veleno, su servizio di Foti, mettendo a lato una conclusione invitante. Faticano Fabiano e soci a calpestare l’area biancorossa e, quando ci riescono, raramente in maniera pericolosa. Il gioco palla a terra è privo di brillanti geometrie e troppe sollecitazioni, a Gasparetto, arrivano alte e spalle alla porta. Al 30’ rieccola la formula magica e, con due passaggi, il Genoa trova quasi lo specchio, non il gol purtroppo sul’asse Galeoto-Di Vaio. Tiro da bende sugli occhi, però si registra una crescita e al 34’ raccolgono i frutti. Ai venti metri Gasparetto viene steso da Fissore, sulla punizione vanno Leon e Carobbio, tira il centrocampista all’incrocio e il boato è da spavento. Innocua l'occasione successiva di Leon su calcio piazzato, quindi è Schwoch a spedire sopra la traversa. L’uomo ragno ce l’ha il Genoa e ha i colori verde-oro. E’ ufficiale. Il portiere di San Paolo, imbattuto in casa da oltre 500’, salva sull’altoatesino come-non-lo-sa-forse-neppure-lui. Una prodezza tecnica cristallina, una freddezza da uomo-ghiaccio e quel pizzico di fortuna che aiuta. Il Grifo tiene sino al riposo dopo tre minuti di recupero. Nella ripresa i veneti attaccano sotto la Nord e non c’è trippa per gatti, anche se col pallone ci giochicchiano parecchio. Nessun cambio di copione, il vantaggio regala un briciolo di sicurezza, ma la guardia resta bella alta. Carobbio potrebbe concedere il bis, dopo un duetto tra Leon e Di Vaio: staffilata quasi alle stelle e si va avanti. Il Genoa allarga la retrovia di Gregucci, l’honduregno dà una scossa alla manovra e al 17’ sfiora la rete su calcio piazzato. Entrano Juric e Vailatti a scompaginare il quadro, con Bega che prende l’ammonizione e salterà la trasferta di Torino. Proprio l’ultimo entrato tra gli ospiti fa correre brividi sulla schiena, poi ci prova Foti ma sono fiondate senza precisione. Squarci di qua, squarci di là. L’incontro corre sul filo, in bilico come il punteggio. E’ un Genoa non bello, ma più convinto e agonisticamente in partita. Corre, soffre, tampona, riparte e quasi raddoppia con Leon. Una discesa favolosa al 30’, non suggellata dal gol e piovono cori. Dentro Criscito, Stellini ci mette il piedino provvidenziale, a sbrogliare la matassa al 35’. Il Grifo pende a destra più che a sinistra, con Galeoto e Loen tonici e ben in arnese. Masiello regge l'urto e al 37’ Rubinho spegne tra le braccia un missile di Foti. Al 38’ si chiudono i conti, con Coppola che filtra tra gli avversari e tira, Zancopè oppone il guantone, la sfera ballonzola sulla linea e Gasparetto la appoggia oltre. E’ festa anche oggi.

FONTE: GENOA CFC 1893