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Sampdoria e Genoa, due modelli gestionali che puntano sulla valorizzazione dei talenti
Essere una società di Serie A che deve continuamente autofinanziarsi non è un mestiere molto semplice, soprattutto per squadre come Sampdoria e Genoa, compagini di grande tradizione e storia, i cui tifosi si aspettano sempre tanto ogni anno.
L’unico modo per cercare di ovviare ai problemi derivanti dalla poca disponibilità economica rispetto agli altri club in Italia e in Europa è quello di coltivare giovani talenti e di saperli sfruttare. Da questo punto di vista, le due squadre di Genova hanno cercato di far nascere e crescere giovani talenti in squadra e stanno, nell’ultimo periodo, puntando sempre di più su di essi, vista anche la deriva del calciomercato, sempre più caro e assurdo.
Purtroppo, però, in Italia i numeri sono sempre molto bassi per quanto riguarda l’impiego dei giovani. La statistica dice che sono i club di Premier a dare più chance ai cosiddetti wonderkids, mentre in Italia sono pochissime le squadre che danno delle possibilità.
I NUMERI IN ITALIA
Come abbiamo già accennato, purtroppo la situazione per i talenti in precoce età non è ottima nel nostro paese. Nei dati degli ultimi 10 anni, in base alla statistica in cui vengono considerati giovani lanciati e fatti giocare sia nella propria squadra che in altre, ci sono soltanto tre italiane: Fiorentina, Juventus e Napoli. La Viola e la Juventus hanno un buon numero di talenti lanciati, rispettivamente 18 e 17, mentre il Napoli soltanto 9. I partenopei hanno, però, la percentuale migliore per quanto riguarda le presenze con la maglia della squadra che li ha lanciati (79,6%). Il problema, per la società di De Laurentiis, è che la quantità di match in cui i ragazzi sono stati messi in campo è veramente bassa: sono circa 260 partite, mentre le altre società nella graduatoria partono, come minimo, da 700; la Fiorentina, invece, ha buoni numeri sia in termini di percentuale di match giocati con la maglia gigliata (41.7%, in orbita europea) sia di match totali (circa 900). Per quanto riguarda la Juventus, invece, i giovani bianconeri hanno sì avuto le loro chance con circa 700 partecipazioni a gare ufficiali, ma quasi mai con la maglia della Juventus: sono soltanto 60 circa le partite disputate con la società di Corso Galileo Ferraris.

Per fare un esempio sulla differenza con le altre squadre europee, il Lione ha lanciato la bellezza di 29 giocatori, con 1035 presenze con la maglia dei francesi e 743 con quella di altre squadre; in Inghilterra, l’Arsenal ne ha lanciati 21: 934 presenze a Londra, 339 con altre compagini.
EPPUR QUALCOSA SI MUOVE…
Negli ultimi anni, però, a Genova il mare non è stato piatto. Sampdoria e Genoa, con grande efficacia, si sono tuffate nel mondo dei talenti e ne stanno raccogliendo i frutti. Tra le fila del Grifone, infatti, ci sono Pellegri e Salcedo, rispettivamente classe 2000 e 2001, che stanno facendo lottare società come Juventus, Milan e Inter a prezzi molto alti (si parla di una valutazione di circa 30 milioni a testa). Sono loro i nuovi millennials, dopo Kean, che potrebbero far impazzire il mercato. La Sampdoria, invece, ha cercato di tenere molto alta la linea verde negli ultimi anni e sembra veramente arrivata a un buon punto, grazie all’accoppiata Osti-Ferrero. Non è da dimenticare che proprio al Ferraris, con la maglia blucerchiata, si è imposto in massima serie Mauro Icardi, ora uno dei centravanti migliori al mondo, che sta facendo le fortune dell’Inter. L’anno scorso, invece, è arrivato il momento di Patrick Schick, che poi è stato venduto alla Roma per circa 40 milioni di euro. E quest’anno il nuovo gioiellino firmato Marco Giampaolo si chiama Lucas Torreira, che si sta mettendo in mostra a suon di partite stratosferiche.
Insomma, la materia c’è. Sta agli allenatori e alle società sgrezzare questi potenziali fuoriclasse e portarli a diventare quello che possono assolutamente essere.


