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05
Ott
2006

LIGURIA TURISMO ITINERARI VAL GRAVEGLIA ALLA SCOPERTA DELLE ANTICHE ATTIVITA' MINERARIE

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Dalla descrizione generale e dalle indicazioni cartografiche sappiamo che sono numerose le località in Val Graveglia sede di antiche miniere oppure solamente di alcune ricerche poi abbandonate. Informazioni attendibili possono essere date per le miniere più importanti, con l'avvertenza che le zone minerarie, anche dismesse, sono soggette ad una specifica giurisdizione e che pertanto la visita deve essere autorizzata dall'autorità pubblica; per le miniere ancora in limitato esercizio l'autorizzazione può essere invece richiesta agli attuali concessionari. Per quanto riguarda la raccolta di rocce e minerali raccomandiamo di rispettare le leggi e le regole della convivenza civile, ricordando che essi sono un patrimonio comune non rinnovabile, che deve essere conservato,anche la raccolta di piccole quantità di rocce, da parte di un vasto numero di persone, per poi magari abbandonarle in qualche ripostiglio, può provocare un depauperamento non indifferente all'ambiente.
Attualmente una visita alle miniere si può sviluppare secondo il seguente itinerario: Pian di Fieno - Cassagna - Molinello -Scrava - Gambatesa.
Pian di Fieno si può raggiungere con una brevissima deviazione dalla strada di fondovalle. Un impianto di arricchimento del minerale attraverso il processo detto sinkfloat è rimasto attivo fino agli anni Sessanta. Tali impianti che risalgono agli anni Cinquanta sono ancora visibili e alcuni di essi sono ancora parzialmente utilizzati dalla piccola società che sfrutta, sia pure in misura molto limitata, le miniere di Gambatesa e Cassagna, dopo che la precedente concessionaria, Italsider, ha abbandonato l'attività. Sulla strada principale tale impianto è segnalato dalla presenza delle tramogge di carico del minerale.
Cassagna (miniera di manganese con attuale limitata attività; m 450 s.l.m.). Ritornati un po' più a valle si imbocca la deviazione verso Nascio e Cassagna; poco prima di giungere al paese di Cassagna, uno dei più belli e significativi della valle per l'architettura tradizionale, si piega a destra e con un breve tratto di strada si raggiunge questo sito, attualmente sfruttato solo a cielo aperto in maniera limitata. Un tempo tale miniera insieme a quella attigua di Molinello aveva una grande importanza, tanto da attirare manodopera anche da fuori regione.
Molinello (miniera di manganese abbandonata; m 250 s.l.m.). In località ponte di Lagoscuro, in vista della strada di fondovalle, sono presenti alcune gallerie, un articolato sistema di trasporto con ferrovia decauville a tre diverse quote e resti di costruzioni di servizio all'attività di estrazione. Presso la strada si possono osservare ancora i resti del centro di carico di questo sito minerario. La località e quanto rima-ne delle sue strutture si presterebbero be-ne, anche con interventi limitati, alla attivazione di un percorso illustrativo delle antiche attività minerarie in un ambiente naturale di notevole suggestione: il tutto è situato ai lati della profonda forra scavata nella roccia dal torrente rio Novelli che nelle vicinanze del ponte di Lagoscuro confluisce nel torrente Reppia.
Scrava (miniera di manganese presso l'abitato di Statale; m 677 s.l.m.). Sulla strada che porta a Statale una sterrata ci con-duce a questa antica miniera aperta da Augusto Fages tra il 1870 e il 1880. Ormai inattiva da molti anni, presenta tuttavia molto evidenti le tracce della precedente intensa attività. Ampi scavi a cielo aperto, gallerie, resti della ferrovia decauville, con i vagoncini utilizzati per il trasporto del minerale ci testimoniano l'importanza di questo sito minerario.
Gambatesa (miniera di manganese con attuale limitata attività; m 550 s.l.m.). Ritornati sulla strada principale prima della deviazione per Botasi si svolta sulla sinistra e, dopo un breve percorso, si raggiunge a piedi questa località mineraria, che èstata la più importante della valle e la piùa lungo in attività, essendo passata dalla gestione della Ferromin, all'ltalsider, ad una piccola cooperativa di minatori. Rimangono resti di costruzioni, di impianti e una vasta rete di gallerie, che ovviamente è proibito percorrere a causa della pericolosità. I dintorni della miniera sono ricchi di minerali, alcuni dei quali anche molto rari, altri addirittura identificati qui per la prima volta. Le miniere della vaI Graveglia sono fra le più interessanti d'Italia. Sono stati catalogati sessantotto tipi diversi di minerali, dai più comuni di cui è stata effettuata anche l'estrazione, ai più rari, conosciuti solo dai collezionisti o identificati di recente.
L'osservazione dei "pillows" Non si tratta di minerali ma di una roccia di diabase originata da eruzioni vulcaniche sottomarine. La caratteristica forma a cuscino (“pillowin” inglese) si può osservare in vari punti della valle. Le formazioni più evidenti si trovano presso il Ponte di Lagoscuro, nel breve tratto di strada tra Pian di Fieno e il bivio per Nascio.