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19
Set
2006

TURISMO LIGURIA ITINERARI LA SPEZIA SOSPESI TRA CIELO E MARE

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Turismo Liguria:gli Itinerari La Spezia e Cinque Terre
Itinerario scandito dall’alternarsi continuo di selvagge e boscose zone montane, con paesaggi marini anch’essi d’aspra bellezza. Ecco la superba costa, con borghi arroccati sugli spuntoni rocciosi a picco sul mare e terrazzi a vigna. Poi l’itinerario diventa rasserenante, lì dove il fiume Magra si perde nel mare con un vasto golfo. Il percorso non è facile, per le strade in qualche tratto strette e tortuose ma è di certo appagante per chi ha, anche poca, dimestichezza con le strade di montagna. Per chi ama la storia dell’eterna vicenda umana, il viaggio offre non poche attrattive. Gli interventi umani sul paesaggio, poi le torri, i castelli, le chiese romaniche, le statue-stele della Lunigiana, amorosamente raccolte ed esposte nel Castello di Pontremoli, i resti affascinanti di Luni, splendida città romana, porto da dove i marmi apuani partivano per la città eterna. E ancora borghi arroccati su cucuzzoli, col castello in posizione dominante, chiese “di Liguria, come navi disposte a esser varate...”.

Cosa vedere
Città antica, le sue origini risalgono infatti all’età romana e racchiusa nel golfo omonimo, La Spezia è immersa in un paesaggio dolce e ricco di verde. Oltre alle bellezze dei dintorni, essa ci offre vivide ricchezze storiche, documentate nei musei cittadini e nei luminosi viali alberati. Da vedere il Museo Archeologico Lunense, dove sono conservati reperti archeologici di varie epoche tra cui le statue-stele della Lunigiana. Blocchi di pietra con lineamenti umani appena abbozzati, trovati nella Lunigiana. E poi reperti preistorici, monete, oreficerie romane e bizantine, sculture, vetri, oggetti in terracotta etruschi, romani, medievali. Il Duomo, con splendidi altari barocchi è altra tappa e Via Sant’Agostino, la più signorile della città, con negozi e palazzi settecenteschi. Il Museo Tecnico Navale è un paradiso per gli amanti della Marina di tutti i tempi: armi, armature, strumenti di bordo e la ricostruzione di tutti i tipi di navi. Da Viale Italia partono i vaporetti per le Cinque Terre e Lerici. Se si desidera godere un suggestivo panorama, occorre salire nelle vicinanze del Castello di San Giorgio, medievale. Una menzione per la gastronomia: muscoli ripieni, moscardini alla spezzatina, zuppa di datteri, tartufi di mare, scabeccio; il tutto annaffiato dai vini bianchi Marinasco, Biassa e Campiglia. Imboccata la SS 530, ci si dirige fino al Golfo di Portovenere, città dalle antichissime origini. Sull’estrema punta del promontorio s’innalza la gotica chiesa di San Pietro. Bella la cerchia di mura che cinge il borgo fino alla rocca del castello, sullo sperone a picco sul mare. Da vedere Via Capellini, con i bei portali in ardesia e i sottopassaggi per l’accesso alla spianata marina, con case altissime e colorate. Da una specie di terrazzo a monte della chiesa di San Pietro lo sguardo può godere di uno splendido panorama: dall’Isola di Palmaria, al Golfo di La Spezia, dalla punta di Lerici, fino al primo tratto delle Cinque Terre e alle Alpi Apuane. Nel borgo si sale per le ripide "crose", fino alla Collegiata di San Lorenzo, del 1131 e fino al castello, grandioso esempio di architettura militare. Qui l’impressione è indimenticabile: non c’è angolo, isolotto, promontorio che la vista non riesca ad abbracciare. A tavola, zuppa di datteri di mare e polpo. Seguiamo le indicazioni per Riomaggiore, primo dei paesi delle Cinque Terre; da qui proseguiamo per Menarola, meglio a piedi, per la "Strada dell’Amore". Uno dei percorsi più spettacolari di tutta la Liguria: sentiero scavato nella roccia a picco sul mare. Tagliamo tutte le Cinque Terre, da Riomaggiore a Monterosso che Montale, nativo di qui, definì "paese roccioso ed austero, asilo di pescatori e di contadini, vivente a fusto a fusto su un lembo di spiaggia", fino ad arrivare a Levanto. Non faticheremo a concordare con Stendhal: questo è "un posto dove, se cade un limone, finisce in mare". Interessante è la Chiesa di Sant’Andrea del XIII sec., a fasce marmoree bianche e verdi, a tre navate. Bellissimo è il piazzale antistante circondato di vecchie case tipiche. Sulle alture vicine maturano fichi d’india e buona uva da tavola. A mare ci attende una bella spiaggia sabbiosa e attrezzata. Qui si possono gustare tutte le specialità della Liguria: trenette e troffie al pesto, minestrone alla genovese, zuppa di pesce o di datteri, dolci canestrelli; ottimi il passito Sciacchetrà e la grappa locale. Seguendo la sinuosa Via Aurelia, ci dirigiamo verso Pontremoli, capoluogo dell’Alta Lunigiana. E' la sede del prestigioso premio letterario Bancarella. L’occasione è buona per acquistare oggetti in legno, ferri battuti e pizzi dell’artigianato locale. Bello il castello sull’altura a nord del borgo: qui sono raccolte le antiche statue-stele della Lunigiana. Dalla spianata si gode il panorama sul borgo, tutto disteso ai piedi della collina, con vie strette e coronate da frequenti archivolti. Ma il fascino di Pontremoli è anche nei magnifici palazzi dei secoli XVII e XVIII, con eleganti fregi barocchi in stucco. Giunti alla fine del viaggio in questa terra, luogo di poeti e sognatori, sentiamo nostri i versi di Ceccardo R. Ceccardi:
"O benedette spiagge/ove l’amore, la libertà, i sogni/ non hanno catene".

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