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A BORDO DELLA GALEA DEL MUSEO DEL MARE DI GENOVA Stampa E-mail
martedì, 13 marzo 2007 22:25

Da oggi la galea del Galata Museo del Mare si arricchisce di uno spazio nuovo che racconta, attraverso cinque nicchie attrezzate, gli aspetti più interessanti della vita di bordo.
Con "Fuoco !!", “Il rancio è servito” ,“Vogar la galea", "Sono forzato o ufficiale" e "L'arte del navigare" si può manovrare un cannone di bordo, provare la fatica dei vogatori al remo, vestire i panni di un soldato o quelli di un forzato, entrare nella cambusa e nella cucina per vedere gli strumenti e gli ingredienti necessari a preparare il rancio e misurare le distanze con antichi strumenti.

Le cinque nicchie si snodano lungo il percorso espositivo a lato della galea. Dopo aver ammirato la maestosa imbarcazione seicentesca, lunga 40 metri e alta a poppa 9,  il visitatore incontra la prima postazione interattiva dove può rivivere l’emozione di “fare fuoco”. Dopo aver preparato la polvere da sparo, pulito la tromba della bombarda, prelevato il mascolo ed eseguito una serie di manovre volte a caricare il cannone, si punta la bombarda verso la galea e si immagina di fare fuoco. Nella nicchia successiva il pubblico trova alcuni degli ingredienti della dieta che gli equipaggi seguivano a bordo delle galee. Dopo aver sollevato i coperchi e toccato gli alimenti – gallette del marinaio, riso, carne di maiale – si può passare ad un banco di voga dove anticamente venivano incatenati gli schiavi. Il visitatore, indossata la cavigliera e impugnati i maniglioni del remo – lunghi in origine 11 metri e pesanti 60 kg circa – diventa  un vogatore a tutti gli effetti provando a remare secondo la tecnica del “monta e casca”. L’ area seguente è dedicata all’abbigliamento dei soldati e dei forzati dell’epoca.

 Il pubblico può utilizzare le relative sagome ubicate nello spazio, indossare mantello e gorgiera, spada ed elmo e dopo essersi riflesso nello specchio del vestibolo può farsi scattare una foto ricordo. Infine nella quinta ed ultima nicchia si impara l’arte del navigare misurando le distanze con la balestriglia, usata in navigazione per misurare la latitudine. Presso le cinque aree tematiche permanenti, sono a  disposizione del pubblico, schede didattiche d’approfondimento e di guida all’utilizzo.

Questo nuovo allestimento valorizza l’aspetto interattivo del Galata Museo del Mare che - ancora oggi - a fronte di un pubblico formato da persone diverse, per età e formazione e spesso anche lontane dal mare e dalla sua cultura, “impatta” con la sua capacità di immergere il visitatore in ricostruzioni attente, di grande qualità scientifica e formale, atte a permettere la rappresentazione migliore di un’epoca, di una tipologia di nave, della vita che vi si viveva a bordo.
Da un recente sondaggio effettuato tra i visitatori del Galata Museo del Mare è emerso come il salire a bordo di ricostruzioni quali il brigantino del seicento esposto al terzo piano del museo e rivivere le condizioni di una tempesta a largo di Capo Horn sulla lancia baleniera di fine ‘800 della sala della tempesta, siano in grado di impressionare ed emozionare il pubblico.







 
 
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