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TURISMO LIGURIA SULLE TRACCIE DELLA TAGGIASCA NELLA RIVIERA DEI FIORI Stampa E-mail
27/11/2007 08:30

La Riviera dei Fiori, l'ultimo lembo di Liguria al confine con la Francia, beneficia di un clima straordinariamente mite, grazie alle Alpi Marittime che la proteggono dai venti del Nord e al Mar Ligure che bagna le sue coste. Uno scrigno di tesori, il mare, regno dei cetacei mediterranei; una continua sorpresa il territorio, ricco di arte, cultura ed eventi nelle vivaci città costiere e nei borghi schivi dell'entroterra. Un'incantevole tavolozza di sapori, profumi e colori.
 

Sulle tracce della Taggiasca 
 
L'oliva taggiasca prende il nome da Taggia, nel cui territorio fu introdotta dai monaci benedettini nel dodicesimo secolo: da qui si è diffusa in tutta la Liguria, soprattutto nella Riviera di Ponente. Ricca di testimonianze storiche e artistiche che partono dall'epoca romana e attraversano i secoli e gli stili (il ponte romanico sul torrente Argentina a 16 arcate, le mura, i bastioni, il convento dei Domenicani), Taggia è il capoluogo della Valle Argentina. D'obbligo una passeggiata nel centro storico medievale, magari sgranocchiando i tipici canestrelli all'olio.

Da Taggia si risale poi il torrente Argentina verso il cuore della valle: lungo la strada che porta a Badalucco sorgono due vecchi mulini per la frangitura delle olive trasformati in ristoranti. Una breve visita a Badalucco, dove il centro storico riserva la sorpresa di una galleria d'arte all'aperto (opere in ceramica, legno e murales decorano i caruggi e le vie del paese) e dove gli estimatori della buona tavola non possono mancare di assaggiare i famosi fagioli locali o lo stoccafisso alla baucogna, per riprendere poi la strada verso il centro più famoso della valle: Triora, il paese delle streghe.

Atmosfere magiche e suggestioni da ritrovare in una brumosa serata d'autunno, addentrandosi nei vicoli della vecchia città o visitando i ruderi della Cabotina, la casa dove si riunivano le "basure". Da visitare il Museo regionale etnografico e della stregoneria, la Collegiata dell'Assunta, gli affreschi della Chiesa campestre di San Bernardino attribuiti al Canavesio.

Lasciando la Valle Argentina si arriva in Val Nervia. Pigna accoglie il turista con il contrasto tra il verde dei boschi che la circondano e le pietre antiche che raccontano la sua storia medioevale.
Pigna è sinonimo di buona tavola (famosi i fagioli cucinati con lo stufato di capra) e di benessere: qui sorge un centro termale, il più rinomato di tutto il ponente ligure.

La tappa successiva è Apricale: il borgo, arroccato in mezzo a fasce di ulivi, si sviluppa attorno alla piazza principale, dove sorge il Castello della Lucertola e da dove si sviluppa l'intrico di caruggi. Da Apricale si scende verso Dolceacqua, celebre per il suo castello e per il ponte a schiena d'asino sul Nervia che incantò Monet, ma anche per il vino Rossese e per la "michetta", un dolce che affonda le sue origini nella storia del paese, quando era proprietà dei Doria.

Lasciata Dolceacqua si scende verso il mare e si imbocca l'Aurelia verso Imperia. Prima di raggiungere il capoluogo, si attraversa Sanremo. Da non perdere la Chiesa russa e quella di San Siro, la Pigna (la città medievale), l'elegante Corso Inglesi che si snoda tra ville Liberty, case coloniche e i palmeti. E poi Villa Nobel (ultima residenza dello scienziato svedese, costruita nell'800 in stile moresco), il parco di Villa Ormond, ma è d'obbligo anche una tappa in trattoria per assaggiare il coniglio alla sanremasca, ricetta esaltata dai gusti della tradizione, tra cui spiccano proprio le taggiasche.

Ultima tappa del viaggio è Imperia, la capitale dell'olio ligure: qui sorgono importanti stabilimenti industriali e il Museo dell'Olivo e, soprattutto, qui viene celebrato ogni anno l'olio nuovo con OliOliva.

La manifestazione è un punto di ritrovo per gli addetti ai lavori, ma anche per un pubblico sempre più numeroso alla ricerca dei sapori genuini: accanto alle olive, all'olio e altre prelibatezze di cui l'olio è ingrediente indispensabile, è possibile trovare molti prodotti tipici, dalla "stroscia" di Pietrabruna (croccante torta all'olio) ai formaggi d'alpeggio.




 
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