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MATTANZA FAMILIARE: UN FENOMENO MEDIATICO ANALIZZATO DALLO PSICOLOGO LINO MISSIO Stampa E-mail
mercoledì, 19 dicembre 2007 10:00

LINO MISSIOIn questo ultimo periodo - ma non è una novità se seguiamo i notiziari giornalieri - stiamo assistendo a delle vere e proprie mattanze familiari: mariti che uccidono le mogli; mamme che accoltellano i figlioletti, situazioni che vengono, spesso, attribuite unicamente al degrado in cui si consumano tali delitti.
La responsabilità di questi eventi è da addossare, certamente, agli autori del delitto e al contesto socio-culturale in cui vivono, ma c’è qualcosa di più influente, qualcosa che guida la mente dei carnefici: un io superiore,  regista delle loro azioni criminali.

Per spiegare meglio questo concetto, occorre rifarsi ad un caso particolare accaduto in letteratura verso la fine del settecento.In seguito alla pubblicazione del romanzo di Goethe “I dolori del giovane Werther” nel quale l’autore narra le delusioni d’amore e il suicidio di un giovane di nome Werther, ci fu come conseguenza un’ondata di suicidi emulativi in tutta Europa.  L’effetto fu così potente che in diversi paesi, le autorità dovettero vietare la circolazione del libro.

Il fenomeno fu esaminato e studiato da illustri ricercatori del tempo che arrivarono ad una conclusione sconvolgente:

In seguito ad un suicidio da prima pagina, la frequenza dei suicidi aumenta in modo drammatico nelle zone in cui la notizia ha avuto grande risonanza. Questo fenomeno fu chiamato “Effetto Werther”.

In tempi più recenti, alcune statistiche effettuate negli Stati Uniti sui suicidi avvenuti fra il 1947 e il 1968, hanno confermato questa tesi e dimostrato che nei due mesi successivi alla notizia di un suicidio clamoroso, in media, si hanno 58 casi di suicidio in più rispetto al normale.

La stessa cosa avviene per le tragedie familiari. In conseguenza ad un omicidio clamoroso, il numero di omicidi, che si consumano all’interno delle mura domestiche, aumenta considerevolmente. Così, in seguito alla notizia di una mamma che uccide il proprio figlio, altre mamme in crisi depressiva, compiono la stessa macabra azione. Lo stesso dicasi per una notizia tumultuosa di uxoricidio: nei giorni successivi aumenta il numero dei mariti che uccidono la propria moglie.

Questi dati sconvolgenti danno la dimensione di come, le notizie dei telegiornali, ed in genere dei mass media, possono incidere sulla psicologia delle persone. Non solo, indicano come, le nostre decisioni, siano influenzate da quelle degli altri: una sorta di riprova sociale (Se lo fanno gli altri, allora posso farlo anch’io).

Il fenomeno della riprova sociale, ultimamente, ha fatto aumentare anche i casi di delinquenza giovanile. Sembra, infatti, che molti giovani, osservando come la giustizia italiana sia poco punitiva, compiano azioni delittuose, confortati dall’idea (oramai piuttosto diffusa) che in galera non ci va nessuno.

Penso che si debba tenere sempre più conto del fenomeno “Werther” e delle conseguenze che, a livello sociale, può comportare.   Cosa fare allora? Migliorare la comunicazione mediatica, eliminando inutili esasperazioni speculative, è l’unico modo per poter evitare, in futuro, inutili vittime.

 LINO MISSIO
Ideatore della Psicofilosofia e Pioniere nella Consulenza filosofica in Italia.  Si è laureato in Psicologia all’Università di Pavia e in Filosofia all’Università di Genova.  Svolge da anni attività di Consulenza Aziendale ed Individuale.  E’ Presidente dell'Associazione Italiana Psicofilosofi e Presidente dell'Associazione di categoria  Psicofilosofia.  Insegna materie filosofiche e psicologiche presso il Centro di Formazione Psicofilosofica di Genova di cui è Responsabile.

I suoi ambiti di ricerca vertono sulla psicofilosofia, consulenza filosofica, counseling, psicoenergetica, comunicazione, tecniche di apprendimento e sulla psicofonemologia, disciplina di recente costituzione da lui stesso fondata, che studia le influenze che i fonemi hanno sulle rappresentazioni mentali. 
 
Dal 2000 è Direttore editoriale della rivista "Quaderni di Psicofilosofia" (Erga Edizioni) e dal 2007 è Direttore della Collana di Psicologia della casa editrice Cieffepi Edizioni.
Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Cosa vedo in te, Cieffepi Edizioni, Genova; Io preda del mio sosia, Erga Edizioni, Genova; Il cervello e la sua Coscienza, Erga Edizioni, Genova.

 (www.linomissio.com)







 
 
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