|
L'assessore alla Salute della Regione Liguria Claudio Montaldo , ha ringraziato gli operatori del Servizio Salitario che in questi giorni di festività natalizie hanno lavorato con grande impegno e in tempi strettissimi per la profilassi della meningite e per scongiurare altri casi.
Montando ha fatto anche il punto sull'evoluzione della malattia in Liguria.
Il recente caso di meningite avvenuto nei giorni scorsi a Genova, tempestivamente diagnosticato e efficacemente trattato, si aggiunge agli altri dodici verificatisi in Liguria nel corso del 2007, di cui solo cinque in età pediatrica. Numeri coerenti con la situazione epidemiologica della malattia consolidata a livello nazionale.
Infatti nonostante la meningite sia in costante diminuzione, ogni anno in Italia si verificano circa 900 casi di meningite batterica. Si tratta di una malattia infettiva grave, ma curabile, anche se si presenta con una mortalità significativa (14% dei casi), in particolare nella sua forma fulminante.
Circa un terzo dei casi italiani è causato dal Meningococco (cinque casi in Liguria nel 2007), un altro terzo da Pneumococco (quattro casi in Liguria nel 2007), mentre gli altri casi per oltre la metà erano causati dal batterio Emofilo, (nessun caso in Liguria) ormai sconfitto grazie alla vaccinazione specifica di massa dei neonati già attiva in Italia da 7 anni. Gli altri casi sono invece dovuti a diversi batteri (quattro casi in Liguria nel 2007). In Italia il tasso di incidenza di meningite meningococcica, che è quella più contagiosa, è tra i più bassi in Europa.
La maggioranza delle persone non sviluppa la malattia e solo in casi rari il meningococco supera le difese dell'organismo provocando la meningite. Si ribadisce che episodi epidemici sono assolutamente infrequenti, mentre la maggioranza dei casi del nostro Paese si presenta come casi sporadici.
In Italia è inoltre operativo da tempo uno speciale sistema di sorveglianza meningiti coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità, cui partecipa anche la Liguria.
Nella nostra regione si è potuto constatare come, sia in questo ultimo caso, sia negli altri registrati nel corso del 2007, le procedure per le gestione delle malattie invasive da meningo e pneumococco messe a punto siano ormai entrate a far parte del bagaglio culturale ed operativo del personale sanitario addetto, segno questo di una loro aderenza alla realtà locale e di una loro reale funzionalità ed applicabilità.
La tempestività con cui l'Istituto Gaslini ha segnalato al Dipartimento di Prevenzione della ASL 3 "genovese" la sospetta natura meningococcica della malattia ha consentito, infatti, di organizzare e porre in atto con analogo tempismo tutte le misure di profilassi previste dalle procedure operative, nonostante il particolare periodo festivo, la chiusura delle scuole e il grande numero dei "contatti" da rintracciare e trattare.
Le procedure diagnostiche a suo tempo discusse e condivise nell'ambito della Commissione Regionale Vaccini e Malattie Infettive, hanno poi consentito di isolare rapidamente il germe responsabile dell'infezione ed in seguito di tipizzarne il ceppo (tipo B, quindi del tipo non coperto dalla vaccinazione), cioè di dare un nome e cognome al batterio responsabile, operazione questa di grande rilevanza sia per le misure di profilassi da porre in atto che per l'attività di sorveglianza sulle malattie batteriche invasive.
La conoscenza del fatto che la terapia delle sepsi invasive da meningococco, alle quali vanno aggiunte quelle da pneumococco, in alcuni casi può risultare inefficace, è una delle motivazioni per cui la Regione Liguria ha inserito nel proprio calendario delle vaccinazioni sia la vaccinazione per meningococco C che quella per i ceppi più frequenti di pneumoccocco: mai come in questo caso infatti prevenire, per quanto ci è possibile, è meglio di curare.
L'assessore ricorda che la vaccinazione per meningococco C (per il tipo B non è ancora disponibile un vaccino) è offerta gratuitamente ai bambini da 0 a 6 anni ed ai ragazzi tra i 14 ed i 15 anni; la vaccinazione per pneumococco è offerta altrettanto gratuitamente ai neonati ed ai bambini sino ai primi 36 mesi di vita e agli adulti con più di 64 anni di età o affetti da patologie a rischio.
|