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Sono quasi cinquanta le nazioni di provenienza degli ospiti della Comunità di Sant’Egidio nel pranzo di Natale di Genova: dall’Europa dell’Est al Medio Oriente, fino all’America Latina e all’Africa Sub Sahariana, le tavole imbandite ieri erano lo specchio di una città sempre più multietnica. E affermavano una realtà chiara: vivere insieme tra gente diversa è possibile.
Molto numerosi erano infatti anche gli italiani: anziani, disabili, senzatetto. Per un totale impressionante: 2700 coperti, di cui circa duemila nel solo giorno di Natale, distribuiti tra i tre luoghi principali - la sala Munizioniere di Palazzo Ducale, la sala Chiamata del porto, la basilica dell’Annunziata - e sei istituti per anziani.
Il cardinale Angelo Bagnasco e il vescovo ausiliare Luigi Palletti hanno salutato personalmente i partecipanti al pranzo e i volontari: «nelle situazioni difficili - ha detto il cardinale agli ospiti - è possibile sentire accanto la presenza del Signore, e voi ve ne accorgete in queste persone che vi sono vicine, oggi e tutti i giorni dell’anno».
Ad aiutare e rendere possibile l’iniziativa - oltre all’impegno di tutta la Comunità di Sant’Egidio - è stato il lavoro di circa 350 volontari che si sono resi disponibili il 25 dicembre e i giorni immediatamente precedenti per cucinare, servire, allestire le sale.
Non è stata solo un’occasione di incontro e solidarietà, quindi, ma la possibilità di un Natale veramente “diverso”, anche per chi non ha gravi problemi, ma sente l’esigenza di superare l’individualismo e la monotonia delle abitudini un po’ ingrigite, per passare le feste in una famiglia singolare e numerosa. |