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"Galeotto fu...il libro - Lettura, biblioteca e carcere", convegno, organizzato dalla Biblioteca Universitaria di Genova in collaborazione con l'amministrazione penitenziaria della Liguria e il Gothe Institut, si è tenuto il 15 gennaio scorso, con la partecipazione delle principali istituzioni regionali interessate all'argomento, oltre ad esperti bibliotecari internazionali e locali.
Obiettivo del convegno: far confluire in rete le esperienze nel settore delle biblioteche carcerarie, mettendo a confronto la realtà internazionale e nazionale con quella ligure, nel tentativo di creare nuove sinergie e sostenere chi in questi anni si è attivato nel settore. Ed anche trovare nuovi stimoli per affrontare le numerose difficoltà che si incontrano per un buon funzionamento delle biblioteche carcerarie.
Altro scopo del convegno era inoltre evidenziare che leggere è un diritto di tutti, e che sostenere l'accesso ai libri è un compito dei bibliotecari. La presenza delle istituzioni, in particolare di quelle penitenziarie, è un buon auspicio per un migliore e più ampio servizio alla popolazione detenuta.
Dopo l'introduzione di Francesco Langella, Presidente AIB Sezione Ligure, hanno portato il loro saluto Milò Bertolotto, Assessora al Personale, Sistemi Informativi, Carceri, Iniziative per la Pace, a nome della Provincia - che ha dato voce all'adesione del Sindaco e Assessore Comunale alla Cultura Marta Vincenzi -, Giovanni Salamone, Provveditore Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria, il Direttore della Casa Circondariale Marassi Salvatore Mazzeo e il Direttore della Casa Circondariale Pontedecimo Giuseppe Comparone. Mazzeo in particolare ha riconosciuto ed elogiato la presenza e l'attività di organizzazione e promozione di un piccolo gruppo di competenti e tenaci volontarie: "Se la biblioteca c'è e funziona è merito del loro lavoro" e Comparone ha valorizzato molto questo servizio. Tra gli interventi di particolare interessante la relazione di Gerhard Peschers, presidente delle Società Biblioteche Carcerarie della Germania, che ha tracciato un quadro molto avvincente della rete delle biblioteche carcerarie nel suo Paese: 4 di queste hanno un bibliotecario specializzato e fisso, in altre vi sono bibliotecari impiegati in biblioteche pubbliche e che seguono anche quelle carcerarie. Peschers ha sostenuto con forza che le biblioteche carcerarie debbono relazionarsi con l'esterno, ossia essere una finestra esterna sul mondo oltre le sbarre.
In quella di Munster, di cui è personalmente responsabile, essa è al centro dei vari bracci, ha colori e conformazione che danno senso di apertura, i detenuti vi possono accedere di persona, è multiculturale e plurilinguistica, offre testi sia di intrattenimento che di formazione. La sua relazione è stata di grande stimolo per un confronto con la realtà cittadina.
Emanuele Canepa, della Biblioteca Civica Berio, ha tracciato una breve storia della biblioteca di Marassi, riavviata nel 1997 per interessamento dell'allora Cappellano don Mario Canepa da una decina di volontari e volontarie, ed ha illustrato l'intervento che da tempo la Berio sta effettuando per incrementare la funzionalità di tale biblioteca. Ha condiviso il concetto espresso da Peschers secondo il quale le biblioteche circondariali debbano far parte della rete delle biblioteche pubbliche e come queste debbano farsi carico delle prime, secondo le direttive dell'Unione Europea.
Ha quindi ricordato la recente firma di un protocollo tra la biblioteca Berio e la direzione del carcere di Marassi in tal senso - con la partecipazione della cooperativa "Il Biscione" -, protocollo che potrebbe auspicabilmente essere esteso al carcere di Pontedecimo.
Di grande impatto gli interventi di Marcello Balocchi, già bibliotecario a Marassi - con lui i libri distribuiti in una settimana salirono da una decina a 300 - e di Elena Benetello, efficiente bibliotecaria per tre anni a Pontedecimo. Questa esperienza, ha detto, l'ha arricchita molto e stimolava le compagne a leggere, per aprire la mente.
Fonte Il Cittadino |