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Una legge regionale per dire no ai prodotti geneticamente modificati e incentivare l’agricoltura biologica. E’ stata annunciata dall’assessore all’agricoltura della Regione Liguria, Giancarlo Cassini nel corso del convegno organizzato dalla coalizione ItaliaEuropa-Liberi da OGM a Palazzo Ducale a cui hanno partecipato tra gli altri anche l’assessore regionale all’Ambiente, Franco Zunino, Gianni Tamino, docente al Dipartimento di biologia dell’Università di Padova ed esponenti di Coop Liguria, Coldiretti, CIA, Legambiente, Legacoop, CNA, Confartigianato, Federconsumatori, Slowfood Liguria e Vas. “La legge che metteremo a punto come Regione – ha spiegato l’assessore Cassini – seguirà le linee guida che verranno approvate entro maggio a livello nazionale, tenendo conto del fatto che le regioni hanno territori confinanti e che c’è bisogno di un sistema coordinato”. “In questo momento – ha continuato Cassini – c’è un gruppo tecnico composto da tutti i rappresentanti delle regioni che congiuntamente con il Ministero stanno effettuando approfondimenti giuridici che diventeranno entro maggio indicazioni chiare e definite nel dettaglio, dopo le quali metteremo a punto la nuova legge”. L’obiettivo è quello di varare un provvedimento che salvaguardi i prodotti tipici di qualità, non ogm, prodotti cioè di nicchia in un mercato mondiale che tende a spazzare via la tipicità delle produzioni. “Ma accanto al provvedimento regionale - ha continuato Cassini – ci deve essere la convenienza degli agricoltori che devono poter vivere col ricavato dei loro prodotti e l’interesse dei consumatori di disporre di determinati prodotti se ritengono fondamentali la salute e l’ambiente”. Un obiettivo non scontato visto che si regge sul rapporto tra sistemi deboli e forti. “Il rapporto cioè – ha continuato l’assessore – tra entroterra e costa che è cambiato negli ultimi vent’anni a causa dello spostarsi della popolazione, tra lavoro manuale e altre attività”. Secondo l’assessore Cassini “c’è bisogno di una grande alleanza, un’intesa che deve diventare politica, di trasferimento della conoscenza per indurre il consumatore a scegliere quel tipo di prodotti per mantenere la bio-diversità che rappresenta un valore assoluto”. “Ma se i prodotti agro-alimentari liguri – ha continuato Cassini - non risentiranno almeno nel medio e lungo periodo della pressione dei prodotti transgenici, bisogna però adottare iniziative in grado di mantenere la bio-diversità, da un lato per tutelare produzioni come il basilico, potenziando la coltura di semi locali e rendendolo un elemento forte rispetto ad altri, dall’altro per aumentare le denominazioni di origine ligure e per avvicinare i prodotti ai consumatori attraverso azioni promozionali e l’utilizzo della rete distributiva della grande distribuzione organizzata”. |