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CALCIO. IL GENOA PERDE A CAGLIARI. E' COSI' DAL 1974 Stampa E-mail
lunedì, 03 marzo 2008 17:00

Il Genoa perde con il Cagliari 2 a 1 , e non potrebbe essere una novità considerato che non vinceva dal 1974 e che nelle ultime  5 gare ufficiali l’Isola non è stata mai  del Tesoro per i rossoblu genoani: 5 sconfitte anzi 6 con quella di ieri. L’orchestra di Gasperini al S.Elia ha steccato per molti motivi tra i primi :   i fiati ne erano a corto , e i primi violini non erano accordati(Borriello Leon Figueroa).

Le tre partite  in sette giorni,  lo spreco di energie ad Udine e con il Napoli hanno sicuramente influito sulla prestazione degli uomini di Gasperini, ma la motivazione principale della sconfitta del Grifo in Sardegna potrebbe annidarsi nella differenza  di stimoli tra le due squadre  e nella presunta pancia piena della classifica dei grifoni.

Le motivazioni del Cagliari hanno fatto la differenza, e i tre punti congelati dalla FIGC al venerdi  precedente la   gara, hanno  avuto l’effetto di tarantolare :giocatori, allenatore,dirigenti e pubblico del S.Elia  La giornata storta del Gaspe   era iniziata dal primo mattino, oltre le assenze di Bovo,Santos Paro e Konko, che si sono fatte sentire nell’economia del gioco rossoblu, nella notte, Lucarelli,  l’ultimo difensore a disposizione,  si è svegliato con 38 di febbre.

Ballardini il tecnico del Cagliari ci ha messo del suo mandando all’aria i piani tattici del Genoa non schierando Jeda e Foggia e optando per due punte centrali forti fisicamente(Matri e Acquadresca) ed una mezza punta mignon Cossu.

Assetto difensivo del Genoa da ridisegnare, e il Gaspe c’è riuscito in 10 minuti spostando Rossi a centrocampo, partito per marcare Foggia il trequartista Cagliaritano nel 4 4 1 1 che portò  risultati con l’Udinese  e Napoli. Per fare tutto ciò Gasperini ha dovuto spostare a destra Criscito, un ritorno all’antico quando mancavano i terzini destri.  Il risultato è stato scarso. Difesa a tre contro 3 attaccanti:  il Genoa  ha sofferto ed ha preso i due gol. La traversa di Criscito ed il gol dopo un minuto di Acquafresca hanno avuto il potere di far chiudere lo spartito alla squadra genoano, il gol al 45’ del primo tempo anche i porta spartiti.
Secondo tempo alla ricerca del pareggio, tanto possesso pallone, ma molta sterilità neanche una parata del portiere Storari, ma neanche di Rubinho  Scarpi.

La stecca rossoblu al S.Elia è generale, vista la classifica non preoccupa. Da domenica sera per il vecchio balordo inizia il ciclo delle  5gare terribili(Juve Fiorentina,Inter,Palermo Reggina)  non tanto per i sogni di gloria, ma per cercare  di poter raggiungere la salvezza in anticipo come auspicato dalla Dirigenza rossoblu dall’inizio del Campionato.

Il Genoa dovrà organizzarsi per dei 0 a 0, non comandare più il gioco,dovrà giocare di rimessa e in contropiede. A tal proposito a nessuna domanda :  Gasperini ieri a Cagliari ha detto   di rimpiangere  Papa  Waigo( 2 gol con la Fiorentina), dicendo: “Aveva fiducia dall’allenatore e dalla Società, ma a Genova non poteva più giocare, ad ogni errore veniva fischiato”.

Sembra un piccolo alibi  per Gasperini: avrà capito che in Serie A le rose contate di 22 giocatori, da lui auspicate, qualche volta sono insufficienti e l’uscita di Bega e Masiello difensori destri a Cagliari e per il futuro si faranno sentire?
Non per colpa di Gasperini, ma per qualche piccolo  mistero  dell’ultimo  calciomercato invernale rossoblu.
Non servono polemiche, adesso al  Genoa occorrono risultati anche senza meravigliare . Per fare tutto ciò   dovrà fare i conti con l’infermeria: Paro e Bovo k.o.

Santos,Sculli Rubinho domattina dentro il pancione della Tac per vari infortuni,Juric squalificato.
Rientra Konko da squalifica, la speranza di capire chi è Vanden Borre, arrivato in Italia dalla Nazionale Belga e non dalla foresta Amazzonica. Ma per fare i risultati da 0 a 0 il Genoa dovrà riavere in toto il calore della mamma:  la  gradinata Nord, e non solo.

                                                             Lino Marmorato







 
 
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