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BIMBI ABBANDONATI: MOZIONE DI AN CHIEDE L'INSTALLAZIONE Di CULLE PER LA VITA" NELLE CITTA' LIGURI. |
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mercoledì, 05 marzo 2008 17:00
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GENOVA. Il Gruppo Regionale di AN ha presentato una mozione urgente per chiedere alla Regione di promuovere l'installazione nelle città liguri di "culle per la vita" e cioè moderni sportelli collegati con gli ospedali e
destinati ad accogliere i neonati partoriti da donne che decidono di abbandonare il loro bambino.
"Sono sempre più numerosi i casi di bambini che vengono abbandonati o uccisi dalle mamme subito dopo il parto -ha detto il Capogruppo Gianni PLINIO-. Basti pensare al recente ritrovamento del cadavere di un neonato
in mezzo ai rifiuti di un rifugio per immigrati a Sampierdarena. Dinnanzi ad un fenomeno così drammatico le Istituzioni devono non soltanto legiferare in maniera adeguata ma anche fornire risposte concrete di solidarietà. L'attuale normativa tutela giuridicamente le donne in gravidanza che dichiarino l'impossibilità di tenere il bambino dopo il parto garantendo il totale anonimato e permettendo un avvio più rapido delle pratiche di affidamento e di adozione. Non si può, però, puntare tutto sulla legge dal momento che ci sono ancora tante donne povere,
emarginate e spesso giovanissime ed immigrate clandestine che si trovano sole a fronteggiare una gravidanza indesiderata e che non vogliono o non possono entrare in un ospedale. A questo proposito, da tempo, il Movimento per la Vita ha messo in funzione in alcune città italiane queste "culle" che rappresentano la edizione moderna della "ruota dei trovatelli".
Attraverso uno sportello esterno si potrà depositare il bimbo in uno spazio a temperatura costante e dotato di un impianto di segnalazione acustica che rileva la presenza del neonato ai fini del celere trasporto in ospedale ed in assenza di telecamere al fine di garantire il totale anonimato del depositario. Voglio sperare che su una iniziativa che ha come unico fine quello di salvare la vita a dei neonati e che non prevede elevati impegni di spesa non abbiano a prevalere logiche di schieramento ma si possa trovare la condivisione unanime in nome di un principio di solidarietà".
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