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Genoa Juventus 0 - 2
Primo tempo
Una Juve cinica, due tiri due gol, ipoteca la vittoria. La differenza è tutta qui, ma basta e avanza per far pendere l’ago della bilancia a suo favore. Nulla da fare per il Grifone che gioca la sua onesta partita, dimenticandosi di sfoderare gli artigli per graffiare Buffon. Il Ferraris regala un bel colpo d’occhio all’ingresso delle squadre in campo. Schieramenti in formazioni annunciate e si parte con una Juve aggressiva, un Genoa che risponde alla sua maniera. Il terreno è scivoloso e la palla, viscida al controllo, carambola su stinchi e caviglie che è un piacere. Più compassata la manovra degli ospiti, prodighi di lanci e di possesso. Rossi e compagni, invece, ricorrono ai tagli per vie centrali e le accelerazioni sulle corsie esterne. In mezzo al prato è uno sferragliare più di sciabola che di fioretto. Un paio di occasioni per parte, ma portieri che non devono stendere ragnatele, in assenza di tiri nello specchio. Il primo però lascia il segno. Grygera intercetta al limite, prende la mira e scaglia un destro potente che piega le mani a Scarpi. Palla al centro, Juve in vantaggio. Il Grifo incassa il colpo e non fa in tempo a riprendersi, che assaggia il tappeto per la seconda volta. E’ Grygera a imperversare, servendo un assist che Trezeguet non sbaglia. Sedicesimo centro per il francese, in vetta alla classifica marcatori con Borriello. Con due gol sul groppone, per il Vecchio Balordo diventa una missione impossibile. Perde coraggio, metri, misure davanti alla squadra di Ranieri, che fa la voce grossa, mollando qualche calcione e facendo girare a vuoto gli avversari. Dopo due minuti di recupero, tutti negli spogliatoi.
Secondo Tempo
La Vecchia Signora torna al successo e interrompe il digiuno. Contro un Genoa che non sfigura, ma si inchina sotto il peso delle due pappine incassate nel primo tempo. La ripresa si apre sotto un autentico diluvio, piove sul bagnato per il Genoa che deve attaccare. Nell’intervallo nessuna sostituzione a sparigliare le carte, la prima conclusione è di capitan Del Piero a fil di palo. Stessa sorte per il diagonale di Konko. E il Genoa grida alla sfortuna quando Borriello, pescato da Fabiano, devia sul montante la palla che poi balla sulla linea di porta. Stringono i tempi, tentando il forcing, i ragazzi di Gasperini, concedendo le ripartenze, ma dettando i ritmi e imponendo il gioco. La Juve respira avanzando il baricentro, ma il più delle volte è impegnata a inseguire. La sfuriata si esaurisce dopo il primo quarto d’ora, Chiellini e Legrottaglie mettono sotto chiave Borriello. Di Vaio entra per Sculli e Vanden Borre rileva Milanetto, fuori uso dopo un’entrata di Camoranesi. E’ l’esordio ufficiale per il belga che accende il forno per fare legna. Un Grifone generoso e che non si dà per vinto. Da applausi per lo spirito che ci mette, ma quanta fatica per entrare nei sedici metri. Ranieri richiama Sissoko per Nocerino. La strada è segnata, il Grifo si butta nei vicoli ciechi e, con una staffilata di Borriello, prova a sfondare senza successo. Dentro Tiago per l’infortunato Zanetti, ma l’incontro si spegne come un cerino inzuppato. C’è spazio per Figueroa (De Rosa) e Iaquinta (Del Piero). Nel finale la Juve si fa sotto, il Genoa anche, ma il punteggio non cambia.
Fonte Genoa cfc |