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La casa dove visse il giovanissimo Cristoforo Colombo a Genova era in vico dritto di Ponticello, aveva un’entrata sulla strada, un giardino, e una cisterna. Il papà, Domenico, lanaiolo, la prese in affitto per 5 anni, a 20 lire all’anno,utilizzandola anche come bottega. I lavori di ristrutturazione che vi fece potè detrarli dalle spese di affitto. A descrivere con minuzia questa tipologia edilizia e urbana, nel volume “Ritratto di Genova nel ‘400. Veduta d’invenzione” (realizzato da Ennio Poleggi e Isabella Croce, con disegni di Guido Zibordi Marchesi) è il professor Alfonso Assini, dell’Archivio di Stato di Genova, che conclude il volume con uno spaccato interessante sulla vita urbana nella “città di Colombo”.
, in un convegno di studio organizzato presso l’Archivio di Stato, è stato ricordato che il volume presentato in questi giorni dalla casa editrice Sagep – che vive un momento di rilancio – nasce dal successo di una mostra organizzata proprio dall’Archivio di Stato nel 2006, anno del cinquecentenario della morte di Colombo. La mostra che consente un percorso “virtuale” nella Genova quattrocentesca è tuttora allestita in modo permanente negli splendidi locali dell’Archivio, nel complesso restaurato durante il 2004, anno in cui Genova fu capitale europea della cultura.
“Fummo noi – ricorda la professoressa Paola Caroli, direttrice dell’Archivio – a chiedere al professor Poleggi di aiutarci e creare i contenuti della mostra. E il libro ha successivamente sviluppato ciò che era contenuto nella “fonte” principale, cioè la mappa della Genova quattrocentesca ricostruita grazie al tratto di Guido Zibordi Marchesi. Direi che gli eventi di questi giorni, con la pubblicazione del nuovo libro, assumono anche il significato di sottolineare l’importanza della conservazione dei documenti per ogni sviluppo della nostra conoscenza della storia”. L’Archivio di Stato di Genova è una fonte primaria per la conoscenza della storia di Genova e del suo ruolo nel Mediterraneo, quindi per la storia di tutta l’Europa medievale e moderna. Non a caso fu a lungo frequentato da Fernand Braudel per la produzione dei suoi lavori fondamentali sulla “lunga durata” delle civiltà mediterranee”. “Oggi – continua Paola Caroli – ospitiamo continuamente studenti e ricercatori che vengono da tutta Italia e dalle diverse parti del mondo. Ed è grazie a questa attività che si può mantenere anche lo splendido edificio che ci ospita”. Attualmente all’Archivio è anche allestita una mostra sul 60 della Costituzione. |