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SIENA GENOA 0 - 1
Primo tempo
Massimo risultato, con il minimo sforzo. All’Arena Montepaschi il primo tempo si conclude con il Genoa in vantaggio e sotto di un uomo. Non una rapina, in assoluto. Un bottino, però, sicuramente generoso. Il primo caldo della stagione accoglie le due squadre. E sugli spalti un’atmosfera famigliare con 4mila genoani. Le formazioni? Sorprese concentrate tra i bianconeri, che schierano Forestieri e Riganò. Picchia il sole, ma il Siena non pensa alla spiaggia e marca il primo spunto. Il tiro di Loria è respinto da Rubinho. Più intraprendente l’undici di casa, che gioca a pressione e cerca la velocità di Maccarone, sulle cui piste si mette Konko. Ci mette un po’ a carburare il Grifo. Un’azione troppo manovrata, la sua, per essere pungente. I bianconeri collezionano angoli e catapultano all’attacco i saltatori. Coppola si fa vedere al 16’ con un destro a fil di palo. E’ un Genoa che fatica a prendere le misure, sia in campo che nei passaggi. Il Siena si propone con una marcia diversa, ma dà poco gas negli ultimi 25metri e la prima parte di tempo, evapora come una nuvola di fumo. Dall’altra mancano gli sprint sulle fasce, però qualcosa può sempre succedere. E’ il 24’ quando Konko, ex di turno, s’impossessa della sfera e, dal limite, infila l’angolino alla destra di Manninger. Genoa in vantaggio, tifoseria in estasi e si riparte. L’1-0 dà slancio al Vecchio Balordo, che ritrova le geometrie e le galoppate di Leon. I toscani accusano il colpo, ma ci provano con il solito Maccarone che, al 32’, non azzecca la mira da buona posizione. Gira di nuovo il vento. Al 34’ Rubinho rinvia sui piedi di Maccarone, steso da De Rosa, con un intervento improvvido. Rosso diretto e rossoblù in dieci. La formazione di Beretta spara a salve, pure al 35', con un destraccio di Vergassola sopra la barra.
Secondo Tempo
In alto i cuori. Con una partita tutta sostanza, pochi fronzoli, il Genoa cala un 7bello fantastico: il numero di risultati utili consecutivi. E’ dolce il ritorno a casa per il popolo rossoblù, che resta in sella per 90 minuti e alla fine cavalca l’onda del sogno europeo. Dopo l'intervallo, resta negli spogliatoi Forestieri, sostituito da Alberto. Beretta ridisegna lo schieramento e, se potesse, i piedi di qualche giocatore. E’ il caso di Maccarone. Una spina nel fianco per la sua mobilità. Un alleato quando spedisce fuori un destro, difficile da non inquadrare nella porta. L’espulsione di De Rosa si fa sentire, tra i rossoblù, che rimediano alla grande con il mestiere. I bianconeri allargano il gioco, accelerano il ritmo ma sfondano raramente. La difesa tiene botta e fa buona guardia davanti a Rubinho. In mezzo il Genoa fa legna e Konko per poco non firma il raddoppio. Borriello? Fa tirare il fiato ai compagni, non risece a liberarsi per il tiro. Dentro De Ceglie, per Vergassola. Beretta rimescola le carte, per pescare il jolly. Tanta buona volontà, non suffragata dai risultati. Il Genoa non perde mai la testa, cuce dove si aprono buchi e riparte quando gambe e spazi lo consentono. Un atteggiamento accorto, una tattica intelligente, bagnata da bravura e fortuna. La miscela che galleggia al 18’, quando Maccarone, dopo una dai e vai, si presenta a Rubinho. Parata da campione, con la manona aperta. Gasperini apre la girandola di sostituzioni, richiamando Leon e inserendo Vanden Borre. La ragnatela di Juric e compagni copre ampie porzioni di campo. Il Siena gira palla da destra a sinistra, da sinistra a destra, ma la solfa non cambia. Cambiano gli interpreti, da una parte e dall’altra. E allora ecco Raggio Garibaldi, un leone, che dà il cambio a Sculli. Restano una manciata di minuti da resistere. L’ultima fiammata, al 42’, con una conclusione di Maccarone, neutralizzata a terra da Rubinho.
Fonte Genoa cfc |