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Domenica 8 maggio 1898. È la data del primo Campionato Italiano di football, la giornata più importante nella storia sportiva del Genoa, che gli ha dato la gloria di aprire l’Albo d’Oro del calcio italiano, quello che tutti gli anni compare sui giornali – sportivi e non – quando la squadra in testa alla classifica di Serie A è irraggiungibile dalle inseguitrici e, conseguentemente, avrà titolo a fregiarsi dello scudetto (messo per la prima volta in una partita di Campionato, vinta in casa dai rossoblù per 4-0 contro la Cremonese, dal Genoa il 5 ottobre 1924) nella stagione successiva. È interessante notare come tale vittoria sia stata oggetto, da un lato, di un certo interesse mediatico, finendo per costituire argomento di domande da quiz (che hanno sottolineato in maniera eccessiva il carattere «naif» di quel torneo parametrandolo a quelli attuali), dall’altro, di un’improvvisata ricostruzione storica, che ha fatto sì che venissero forniti risultati sbagliati per le Semifinali e un assetto tattico della squadra campione (l’unica di cui si dispone della formazione) completamente stravolto. Va, altresì, sottolineato come la seconda operazione necessiti di uno specialismo nelle ricerche che richiede non solo molto tempo, ma anche strumenti di indagine filologica, primo di tutti la collazione di dati tra fonti diverse e tra eventi che sono precedenti e successivi alla fatidica giornata dell’8 maggio 1898.
Esiste un’unica fonte emerografica, Il Corriere dello Sport. La Bicicletta di Milano, uscito l’11 maggio 1898 e non, come era nelle intenzioni della testata, due giorni prima a causa dello stato d'assedio posto dal generale Fiorenzo Bava Beccaris per i cruenti tumulti di quei giorni, che ci fornisce i risultati delle Semifinali, che, come si nota, sono diversi da quelli tramandati per decenni. Antonio Scamoni nella Storia della Federazione Italiana del Gioco del Calcio inserita nell’Annuario italiano del giuoco del calcio del 1928 accennava, senza fornire altri ragguagli, a una finale di consolazione tra Foot Ball Club Torinese e Ginnastica di Torino. Per quanto riguarda l’andamento della Finale, giocata dalle due formazioni di matrice straniera che avevano prevalso su quelle autoctone, la medesima testata in un articolo firmato con lo pseudonimo Virgus da Gustavo Verona, ci indica che il Genoa era passato in vantaggio nel 1° tempo, era stato raggiunto dall’International di Torino nella ripresa ed aveva trovato la forza di riportarsi in vantaggio nel 1° tempo supplementare (che durò, come il 2°, concluso a reti inviolate, 10 minuti), seppur ridotto in dieci uomini per l’infortunio di un suo giocatore, in virtù di una rete di Leaver (le ultime due notizie si acquisiscono da due articoli redatti, con qualche differenza tra l’uno e l’altro, dallo stesso autore, Mario Luigi Mina, e pubblicati dal Caffaro di mercoledì 11 maggio 1898 e da La Gazzetta dello Sport di venerdì 13 maggio 1898). La formazione giusta (verrà successivamente spiegato il perché) c’è fornita da Il Secolo XIX di martedì 10-mercoledì 11 maggio 1898. Sicuramente alla difesa genoana va ascritto il merito dello storico trionfo se i migliori in campo nell’articolo del Caffaro vennero giudicati il portiere Baird (che, mantenendo imbattuta la porta nella Semifinale, si può fregiare in comune con la sua squadra del titolo di primo a terminare una partita di Campionato Italiano senza subire segnature), i terzini De Galleani e Spensley e il mediano destro Pasteur I. Per tornare al problema di quale sia l’esatta formazione (ricordiamo che fino al 1939 le maglie dei giocatori non avevano numeri identificativi), come si può dare autorevolezza, pur operando l’inversione delle posizioni dei cinque attaccanti, dei tre mediani e dei due terzini a quella di Il Secolo XIX (Baird, Spensley, De Galleani, Ghigliotti, Pasteur I, Ghiglione, Le Pelley, Bertollo, Dapples, Bocciardo, Leaver) e toglierla a quella, da sempre tramandataci per ufficiale, comunicata da Mina (con nell’ordine il capitano, i cinque attaccanti, i tre mediani, l’altro terzino e il portiere) sul Caffaro e su La Gazzetta dello Sport (capit. Spensley, Leaver, Bocciardo, Dapples, Bertollo, Le Pelley, Ghiglione, Pasteur I, Ghigliotti, De Galleani, Baird)? Il 6 gennaio 1898 il Genoa aveva perso in casa 0-1 l’amichevole con la Selezione Torinese, schierando Spensley come estremo difensore (immortalato dalla celebre fotografia che lo ritrae davanti alla porta con la traversa di corda e alle sue spalle, vicino alla bandierina del calcio d’angolo, il grande cesto pieno dei vestiti borghesi dei calciatori). In quell’occasione avevano giocato con lui De Galleani, Pasteur I e il futuro match-winner della Finale dell’8 maggio Leaver, mentre Ghigliotti era stato prestato agli avversari per l’indisponibilità all’ultimo momento di Weber nelle fila torinesi. Dopo questa sconfitta la squadra venne ridisegnata per la rivincita del 6 marzo 1898 a Torino, dove il Genoa prese conoscenza della pélouse (cioè il terreno) del Velodromo «Umberto I», che violò con una rete di Schaffauser nella ripresa: giocarono (come ci comunica il Caffaro di mercoledì 9-giovedì 10 marzo 1898) Baird; De Galleani, McIntosh; Pasteur I, Spensley, Passadoro; Leaver, Schaffauser, Dapples, Ghigliotti, Le Pelley. Due settimane dopo il Genoa si mise nuovamente in viaggio, questa volta andando ad Alessandria dove si impose per 2-0 sulla locale Unione Pro Sport, vincitrice nel football del Concorso di Educazione fisica tenutosi a Genova nel maggio dell’anno precedente. La formazione (riferitaci da La Gazzetta dello Sport di lunedì 21 marzo 1898) rimase quella di Torino con l’unica variante di Bocciardo al posto di Leaver. Particolarmente valide furono le prestazioni, secondo il giornale alessandrino La Lega di giovedì 24-venerdì 25 marzo 1898 del pacchetto arretrato, costituito da Baird (che convinse in modo definitivo Spensley della non necessità di tornare a difendere i pali e di poter dare una mano come uomo di movimento), De Galleani e McIntosh (sempre lodato dai giornali nelle due partite precedenti e non schierato in Campionato per motivi che ci sono sconosciuti). La squadra che si sarebbe laureata campione d’Italia stava prendendo forma e venne allestita per l’occasione con lo spostamento di Spensley al posto di McIntosh nella linea dei terzini sul lato sinistro (con un assetto che verrà riproposto l'anno seguente come si evince dal verbale del Genoa Cricket and Foot Ball Club relativo all'Assemblea del Comitato di venerdì 16 aprile 1899 per la composizione della squadra in vista della Finale, conclusasi sul 3-1 per i Campioni d'Italia, che si sarebbe disputata a Genova due giorni dopo contro l'International di Torino), con l’accentramento al suo posto di Pasteur I nella linea dei mediani, con ai lati Ghigliotti (che fu sostituito all’attacco da Bertollo), sulla sinistra (fascia lasciata scoperta dalla defezione di Passadoro, che, essendo anche un canottiere del Rowing Club Genovese, preferì partecipare quel giorno, sempre a Torino, con la sua imbarcazione Zig-Zag ai 1500 m. in linea retta della Gara Piemonte delle Regate Universitarie e Nazionali d’Incoraggiamento sul Po, in cui avrebbe vinto la medaglia di bronzo) e W. Ghiglione (indirettamente beneficiato di un posto che non avrebbe avuto se Passadoro fosse stato in campo anziché in acqua) sulla destra, e con l’esclusione (anche per questa decisione non è possibile trovare una spiegazione) di Schaffauser a favore di una fascia destra con Leaver all’ala e Bocciardo come interno. Per quanto riguarda la collocazione di questi due elementi si potrebbe obiettare che dalle formazioni inserite nei giornali si dedurrebbe che abbiano agito con i ruoli soprammenzionati sulla fascia sinistra e, viceversa, Bertollo e Le Pelley (che giocarono solamente in quel primo Campionato) su quella destra, rispettivamente come mezzala ed ala. A far propendere verso l’interpretazione di un assetto dell’attacco genoano con da destra a sinistra Leaver, Bocciardo, Dapples, Bertollo e Le Pelley ci sono i seguenti elementi: la riproduzione dello schieramento della Selezione Italiana nel manifesto pubblicitario dell’incontro disputato (e perso 0-2) a Torino il 30 aprile 1899, pubblicato a pag. 6 della rivista Genoa Club del dicembre 1922, in cui Leaver – erroneamente indicato come Learer – figura nel ruolo di ala destra (a sostegno di questa tesi esiste anche una fotografia della squadra con i cinque attaccanti accosciati e disposti – secondo un ordine che, in considerazione delle fotografie del tempo, è praticamente impossibile pensare sia casuale – con tale successione) e il fatto che per ciò che concerne il Campionato Italiano 1900 tanto nella Semifinale vinta domenica 8 aprile 1900 a Genova 7-0 contro la Sampierdarenese (verbale del Genoa Cricket and Foot Ball Club relativo all'Assemblea del Comitato di lunedì 2 aprile per la composizione della squadra) quanto nella Semifinale vinta domenica 22 aprile 1900 a Torino 3-1 (dopo i tempi supplementari) contro il Foot Ball Club Torinese (verbale del Genoa Cricket and Foot Ball Club relativo all'Assemblea del Comitato di mercoledì 14 aprile per la composizione della squadra), in posizione di ala, quanto per ciò che attiene all'edizione successiva nella Finale persa a Genova 0-3 contro il Milan domenica 5 maggio 1901 (nel ruolo di mezzala, posizione evidenziata dalla prima fotografia della storia del Genoa con la squadra in casacca rossoblù) Bocciardo abbia giocato sul lato destro. In pratica, per concludere, la formazione del Genoa campione d'Italia nel 1898 c'è sempre stata comunicata con le tre linee (quella dei terzini, quella dei mediani e quella degli attaccanti oppure quella degli attaccanti, quella dei mediani e quella dei terzini) viste da sinistra a destra.
da ww. fondazionegenoa.com Stefano Massa (responsabile scientifico per gli studi sulla storia del Genoa per la Fondazione Genoa 1893)
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