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LA LIGURIA DI SILVIO SOLDINI Stampa E-mail
lunedì, 12 maggio 2008 15:30

Un ritratto di Liguria, terra dai mille volti e dalle numerose identità: raccontare questo territorio con lo sguardo e il gusto di un poeta delle immagini, in piena libertà, senza vincoli di contenuto, taglio narrativo o formato.
Questo l’incarico affidato, lo scorso anno, dalla Regione Liguria all’apprezzato regista Silvio Soldini. Il risultato: Un piede in terra, l’altro in mare, un’opera - il cui titolo altro non è che un breve verso tratto dalla canzone A Cimm-a di Fabrizio De Andrè - capace di cogliere le affinità nelle innegabili differenze e di dare un senso e un’identità ad una terra di confine attraverso i ritratti personali di sette liguri.

I personaggi e le storie
Si raccontano Alessandro Biagioli, ufficiale e comandante di navi che “ha girato cento volte intorno al Mondo”, Simone Gambazza, pescatore di Camogli “con la faccia piena di vento”, Mariangela Cattaneo, floricoltrice e “coltivatrice di fronde” di Arma di Taggia, Franco Pellini, ex operaio dell'Italsider di Cornigliano che anche nell’inferno dell’acciaieria ha saputo trovare la propria felicità, Franco Roi Boeri, che ha portato il suo olio a New York e negli Emirati Arabi e Amanzio Pezzolo, portuale per oltre quarant’anni che camminando attraverso la sua città, Genova, ne diventa il padrone.
E poi c’è Heydi Bonanini, un giovane di Riomaggiore che a 18 anni ha scelto la via della vigna e le terrazze a picco sul mare, per proseguire quella tradizione millenaria che lega indissolubilmente l’uomo al paesaggio, piegandolo alle sue necessità.
Sette volti, sette racconti e sette percorsi personali che sembrano recuperare il filo che percorre e unisce, invisibile, la Liguria, lunga striscia di terra tra Francia e Toscana.

Il regista Silvio Soldini
Nasce a Milano nel 1958. A 21 anni abbandona la facoltà di Scienze Politiche per frequentare un corso di cinema a New York. Nel 1983 torna a Milano e gira il suo primo mediometraggio “Paesaggio con figure” che ottiene riconoscimenti in vari Festival nazionali e internazionali. Due anni più tardi con “Voci celate” inizia la sua attività anche in campo documentaristico. Nel 1989 gira il suo primo lungometraggio per le sale cinematografiche “L’aria serena dell’ovest” che ottiene un inaspettato quanto meritato successo di pubblico e critica. Nel 1993 il successo si ripete con il film “Un’anima divisa in due” , presentato in concorso al Festival di Venezia, e con “Le acrobate”, selezionato in concorso al Festival di Locarno e al San Francisco International Film Festival. Nel 2000 realizza “Pane e Tulipani”, deliziosa commedia surreale, che vince 9 David di Donatello e 5 Nastri d’Argento. L’anno successivo colpisce nuovamente al cuore pubblico e critica specializzata con lo struggente melodramma “Brucio nel Vento”. Nel 2003 torna alla commedia surreale con “Agata e la tempesta”, viaggio esistenziale di gruppo che racconta la vita con la "V" maiuscola.
Dopo 4 anni di silenzio, nel 2007 torna al genere drammatico con “Giorni e nuvole”, film con il quale Silvio Soldini dimostra ancora una volta l'originalità dello sguardo e una straordinaria capacità di saper tradurre questioni esistenziali in metafore estetiche.







 
 
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