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“Riflessioni sull’ecumenismo cristiano oggi” è il tema della conferenza che verrà affrontata con la partecipazione di Valdo Spini, già parlamentare socialista e di fede valdese, figlio dell’illustre storico Giorgio Spini, e con l’analisi del libro “Ugo Janni a Sanremo. Una grande testimonianza di ecumenismo cristiano” di Alberto Guglielmi. L’appuntamento culturale si terrà nella Sala privata del Casinò di Sanremo a partire dalle ore 16.30 di martedì 13 maggio. Interverrà il prof. Adriano Roccucci, titolare della cattedra di Storia Contemporanea all’Università Roma tre e membro della Comunità di Sant’Egidio. Introdurrà gli autori Ito Ruscigni, curatore dei Martedì Letterari. Il pubblico potrà seguire un intermezzo musicale valdese. E’ previsto l’intermezzo musicale valdese con il tenore Angelo D’Alessandro di Genova. Eseguirà i seguenti brani: “Il Giuro di Sibaud” ( antica melodia valdese, 1689) “la forte rocca è il mio Signor” (di Martin Lutero, 1529 circa) e “Au fond de cette sombre tour ( di Susanna Grill, secolo XVII)
“Ugo Janni a Sanremo”.
Il presente lavoro, lungi dall'essere un saggio di teologia, intende offrire un excursus sulla vita e sull'opera di Ugo Janni (1865-1938), che nell'arco della sua vita e produzione letteraria ha partecipato attivamente alle vicende culturali e religiose svoltesi in Italia dalla fine dell' Ottocento alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, compiendo viaggi e conferenze all'estero. Pastore valdese e teologo, ha dedicato la sua esistenza alla causa dell'ecumenismo cristiano, da lui chiamato "pancristianesimo".
UGO JANNI (1865-1938)
Figlio di una famiglia che aveva molto sofferto per la sua partecipazione ai moti risorgimentali, deve il suo nome alla venerazione dei suoi per Ugo Bassi.
Da ragazzo seguì il metodismo wesleyano, e continuò a frequentarlo anche dopo il passaggio alla Chiesa Cattolica Italiana.
Saputo dell'esistenza della Chiesa Cattolica Nazionale (la Chiesa vetero-cattolica italiana) dal suo professore Filippo Cicchitti Suriani e dal filosofo Raffaele Mariano, la sentì più vicina sia alle sue convinzioni risorgimentali, sia al suo desiderio di un rinnovamento nella tradizione cattolica.
Studiò teologia alla facoltà vetero-cattolica di Berna, dove si legò soprattutto ai professori Eduard Herzog ed Eugène Michaud.
Venne ordinato dallo Herzog nel 1889, e divenne ministro della CCN a Sanremo (Liguria). Riprese quindi la pubblicazione de Il Labaro (1890-1901), che nel sinodo di Arrone (Terni 1891), primo della Chiesa vetero-cattolica in Italia, ne divenne l’organo ufficiale.
Fin dal 1899 entrò in una crisi che lo porterà (agli inizi del 1901) ad aderire alla Chiesa valdese.
I motivi sembrano essere stati diversi. Janni provava delusione nei confronti del vetero-cattolicesimo, che gli sembrava aver arrestato il suo slancio riformatore ed ecumenico; una notevole gravità deve aver rivestito la sua polemica sul reclutamento dei ministri; La comunità di Sanremo lo seguirà (contro la volontà della Chiesa Valdese, che voleva rispettare l’opera della CCN; davanti alla precisa volontà dei membri, si dovette accettare che essi passassero alla Chiesa Valdese, ma come singoli, e senza che fosse lo stesso Janni ad accoglierli nella Chiesa) mantenendo però un ordinamento particolare e una liturgia propria, che rispecchia il vetero-cattolicesimo.
Janni, come già Mariano nei confronti della ‘vecchia’ CCN, vedeva nel vetero cattolicesimo la possibilità di inserirsi come istanza critica tra i due fronti religiosi contrapposti in Italia, Roma e il Protestantesimo. Al protestantesimo,il vetero-cattolicesimo riproponeva il patrimonio dell’antica Chiesa indivisa; a Roma una visione del mondo moderna e tollerante, e un’organizzazione ecclesiale che superava il centralismo. Il vetero-cattolicesimo può assolvere a questo ruolo storico in virtù della sua natura sintetica, che gli permette di recuperare gli elementi validi e reintegrare quelli che sono stati arbitrariamente respinti.
Janni individuava inoltre per il vetero-cattolicesimo la funzione di separare il dogma dalle teologie, e quindi di aiutare le Chiese ad aggiornarsi nel recupero dell’identità di ciascuna; e a permettergli di svolgere questo compito nei confronti del Protestantesimo sarebbero a loro volta due caratteristici principi della Riforma protestante: il libero esame, e la riforma intesa come in continuo divenire.
Altre caratteristiche dello Janni sono il suo ecumenismo teorico e pratico; non solo rimase in contatto con i metodisti durante la sua appartenenza alla CCN, non rinunciò mai, neppure da valdese, al vetero-cattolicesimo.
Della sua teologia fecero parte il pancristianesimo (comprensione della Chiesa universale come comunione di Chiese, non come indifferentismo rispetto all’impegno in una Chiesa concreta), la teoria della reincarnazione, una visione personale del modernismo.
Si legge nella presentazione del libro del pastore Franco Becchino:
“ Janni voleva dunque in Italia un protestantesimo forte e ben strutturato, e la sua adesione al valdismo fu sempre leale e senza riserve. Ma egli voleva anche che le chiese evangeliche non si preoccupassero del proselitismo, inevitabilmente accompagnato dalla poleica confessionale, ma dell’annunicio dell’Evangelo alla città e propugnassero la riforma della cristianità in vista dell’unità. Questo fu per Ugo Janni la battaglia della vita.”
Alberto Guglielmi ( Sanremo 1972) laureato in Filosofia all’Università di Pisa, ha svolto diverse esperienza professionali che spaziano dal marketing alla pubblicità, all’insegnamento. Attualmente collabora con la Provincia di Imperia occupandosi di progetti culturali a villa Nobel di Sanremo. Per la Philobiblon Edizioni ha pubblicato Albert Schweitzer. L’etica del rispetto per la vita (2003). E’ stato tra gli autori del volume I Premi Nobel Messaggeri di Pace, edito dalla Provincia di Imperia (2005). Periodicamente tiene conferenze su tematiche etico-filosofiche. Ama la poesia e l’arte. |