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GARRONE PREPARA IL NUOVO STADIO PER LA SAMPDORIA Stampa E-mail
sabato, 30 settembre 2006 10:00

L'Amsterdam ArenaLo stadio del futuro per Genova. Dalle ipotesi, ad un primo dato di fatto, la Sampdoria si sta muovendo per costruire uno dei primi stadi di proprietà in Italia. Riccardo Garrone lo aveva promesso qualche giorno fa che sarebbe tornato sull'argomento. Giusto in tempo per ironizzare sulla proposta della Fondazione Genoa che vorrebbe fare del «Ferraris» un monumento nazionale e ammonire i tifosi blucerchiati nostalgici dell'impianto di Marassi che «su temi come questi non si può guardare nel passato»,  ed ecco che è arrivato il primo colpo del patron della Erg.
Un progetto curato dalla San Quirico spa, società controllata da Riccardo Garrone, dotata di un capitale sociale di 175 milioni di euro, che ha affidato al gruppo immobiliare Giacomazzi la realizzazione di uno studio di fattibilità per la costruzione di un nuovo stadio nell'area genovese. La società blucerchiata è decisa ad approfondire l'argomento per avere uno stadio tutto suo senza pensare a traslochi di altre società. Nel comunicato della San Quirico,  infatti, si legge testuale che «sullo studio di fattibilità è stato posto il vincolo che l'impianto abbia una sostenibilità economica, anche se utilizzato da un'unica squadra». Genova con due strutture di proprietà, dunque, da una parte il Genoa di Enrico Preziosi e la sua Fondazione, che confermano la volontà di arrivare all'acquisto dello stadio di Marassi, dall'altra la Sampdoria che pensa ad un impianto innovativo sul modello dell' «Amsterdam Arena». È sul progetto dello stadio olandese che ospitò la semifinale Olanda-Italia, vinta dagli azzurri ad Euro 2000, che si vuole ispirare la Samp: un complesso funzionale che ospiti anche altre attività, per fare vivere l'impianto non solo nelle ore della partita.
L' Amsterdam Arena è uno stadio che contiene 52.000 posti e 83 palchi semovibili che lo rendono fruibile per ogni tipologia di evento. Ospita, oltre al calcio, anche gare di rugby, baseball e atletica, concerti internazionali, spettacoli di danza e comizi. Il complesso ospita ristoranti, cinema, un centro commerciale e spazi espositivi:  un business per l'Ajax, società che gestisce l'area. Il club olandese ricava mediamente dall'impianto 1,2 milioni di euro al netto degli ammortamenti ogni anno. La San Quirico tenterà di coinvolgere nel progetto anche gli enti locali, creando una sorta di joint venture proprio come nel caso dello stadio dei Paesi Bassi che è una partnership tra Comune, Ajax e azionisti privati.
Lo studio di fattibilità dovrà occuparsi soprattutto di due questioni: il reperimento di un'area adatta alla realizzazione di questo progetto e l'entità dei costi da sostenere.  «Qualora lo studio dovesse concludersi con un esito positivo, quindi risultare finanziabile - si legge nel documento presentato dalla società - verrà presentato a Comune, Provincia, Regione, Coni, Figc e Uefa e cercherà di rilanciare la candidatura di Genova per gli Europei del 2012».
Quali le aree che potrebbero essere prese in considerazione? Su tutte il progetto Isola: la costruzione, al limite della Diga Foranea, di una vera e propria struttura emergente dalle acque sul modello dei bacini galleggianti. In passato si è discusso anche della zona di Calata Sanità, ad oggi area di stanziamento dei containers del Porto di Genova. Da non escludere neanche il progetto di Trasta, su cui in passato si è tanto discusso ma sul quale si sono già evidenziati i limiti tecnici di operatività. Ultimo sito da tenere in considerazione quello degli Erzelli, dietro a Cornigliano. Anche se non si può escludere che la società possa cercare spazi anche al confine con la città.
L'idea del nuovo stadio trova reazioni positive in Comune.  Ad esprimersi, l'assessore allo sport Giorgio Guerello che parla di «opportunità importante per la città». All'assessore non è però piaciuto il riferimento agli Europei fatto nel comunicato: «ci siamo presentati con il “Ferraris” che risponde alle normative Uefa e con quello andremo avanti».

Fonte edizione ligure quotidiano "Il Giornale"
Articolo di Federico Casabella







 
 
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