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FESTIVAL DELLA SCIENZA, CONVEGNO APERTO AL PUBBLICO ALL'ACQUARIO: BIODIVERSITA' E CONSERVAZIONE
giovedì, 02 novembre 2006 17:00
Si terrà venerdì 3 novembre alle ore 15 presso la Sala Nautilus dell'Acquario di Genova il convegno "Biodiversità e conservazione", organizzato da Fondazione Acquario di Genova, DIPTERIS - Università di Genova, Provincia di Savona, Pro Natura Genova e WWF Liguria.
L'incontro, inserito all'interno del programma del Festival della Scienza affronterà il tema della biodiversità e delle specie animali a rischio di estinzione e presenterà tre esempi concreti di progetti di conservazione.
* il progetto Emys, condotto dall'Acquario di Genova e dalla sua Fondazione e da numerosi altri partner locali, che ha come obiettivo la conservazione di una specie di testuggine palustre endemica della piana di Albenga (Emys orbicularis ingauna);
* i progetti di conservazione degli anfibi della Pianura padana condotti dalla Regione Lombardia;
* il progetto di reintroduzione del Pollo sultano in Sicilia condotto - in attuazione del piano d'azione nazionale per la conservazione della specie - dall'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica e dalla Lega Italiana Protezione Uccelli.
L'introduzione dell'incontro è a cura di Guido Gnone, Coordinatore della ricerca scientifica dell'Acquario di Genova. L'incontro è aperto al pubblico fino ad esaurimento posti.
Il progetto Emys
Interverrà Riccardo Jesu, erpetologo dell'Acquario di Genova.
Il progetto Emys è un progetto di studio e conservazione promosso dall'Acquario di Genova e dalla sua Fondazione e che conta sull'appoggio congiunto, formalizzato nel 2001 in un protocollo d'intesa, di importanti istituzioni: Provincia di Savona, Comunità Montana "Ingauna", Coordinamento provinciale di Savona del Corpo Forestale dello Stato, DIP.TE.RIS dell'Università di Genova, le Associazioni Pro Natura Genova e WWF Liguria.
Più recenteente il Progetto è stato finanziato dalla Regione Liguria nell'ambito delle risorse comunitarie stanziate per l'obiettivo 2 ed ha visto anche la collaborazione dei comuni di Albenga, Garlenda e Villanova d'Albenga.
Il progetto prevede la reintroduzione in natura di Emys orbicularis ingauna, una sottospecie di testuggine palustre recentemente descritta, endemica della Piana del Centa. Fino a qualche anno fa questo rettile era ritenuto estinto a causa della regressione e delle fortissime alterazioni degli habitat naturali. Con questo obiettivo, nel 2001 è stato inaugurato, in un terreno messo a disposizione dalla Comunità Montana "Ingauna" a Leca d'Albenga, un centro di allevamento per questa specie (Centro Emys)
Il centro ospita circa 15 riproduttori, per la maggior parte femmine. Le uova, deposte nel centro a giugno-luglio, si schiudono di solito con i primi forti acquazzoni autunnali. I neonati vengono in seguito trasportati in un'apposita struttura di crescita (finanziata dalla Regione Liguria) situata all'Acquario di Genova, ove trascorreranno i primi due anni di vita. Dopo un ulteriore periodo di acclimatamento presso il Centro Emys, le giovani testuggini saranno pronte per i programmi di ripopolamento in natura.
Sarà organizzata il giorno 4 novembre una visita guidata al centro Emys, c/o vivaio Forestale Isolabella, Leca di Albenga (SV). Alle ore 10.00 è previsto l'incontro con Carla Siri, Assessore Parchi e Aree Protette Provincia di Savona, Paolo Genta, Servizio Educazione Ambientale, Parchi e Aree Protette Provincia di Savona, per la presentazione del filmato "Natura Ingauna". Ore 10.30 inizio visita guidata.
È gradita la prenotazione al n. tel. 0198313302; e-mail
Un progetto integrato per la conservazione degli Anfibi Interverranno Stefano Scali del Museo Civico di Storia Naturale di Milano, Franco Bernini ed Augusto Gentili del Dipartimento di Biologia Animale di Pavia, Edoardo Razzetti del Museo di Storia Naturale di Pavia.
La Regione Lombardia, con un finanziamento da parte del Ministero dell'Ambiente, ha avviato nel 1998 un progetto triennale per la conservazione degli Anfibi. Tale progetto è consistito nella realizzazione di interventi di riqualificazione ambientale e di traslocazione di specie minacciate di Anfibi in 12 parchi regionali, 7 di pianura e 5 della fascia prealpina e alpina.
Le specie target sono Salamandra salamandra, Bombina variegata, Pelobates fuscus insubricus, Rana latastei e Rana temporaria. I lavori di ripristino ambientale hanno previsto la pulitura o la creazione ex-novo di pozze idonee alla riproduzione e la piantumazione delle aree limitrofe, quando necessaria. Le traslocazioni hanno coinvolto Pelobates fuscus insubricus e Rana latastei e sono state precedute da un'analisi di fattibilità e dalla rimozione dei principali fattori di rischio. I fondatori, provenienti da popolazioni compatibili geneticamente, sono stati ottenuti allevando in
condizioni controllate alcune ovature e rilasciando i girini a stadi avanzati di sviluppo. Una parte di tali girini è stata riportata nelle zone di provenienza, al fine di non depauperare le popolazioni presenti.
Il progetto di reintroduzione del Pollo sultano in Sicilia Interverrà Alessandro Andreotti dell'Istituto Nazionale di Fauna Selvatica (INFS).
La reintroduzione del Pollo sultano in Sicilia rappresenta un esempio di come interventi attuati per la conservazione di una specie minacciata possano contribuire più in generale alla conservazione della biodiversità. Il Pollo sultano si estinse dalla Sicilia attorno al 1957. Nel 1997 l'INFS decise di promuovere la realizzazione di un progetto di reintroduzione, stipulando un accordo con la LIPU che già da qualche tempo aveva lanciato l'idea in ambito regionale.
Verificata la fattibilità dell'intervento attraverso uno specifico studio, tra ottobre 2000 e dicembre 2003 sono stati immessi in Sicilia 104 polli sultani all'interno delle riserve naturali del Biviere di Gela (CL), dell'Oasi del Simeto (CT) e della Salina di Siracusa e Fiume Ciane (SR). Gli animali, nati in ambiente controllato presso il Centro de Estudio y Proteccíon del Medio Natural gestito dalla Generalitat Valenciana (Spagna),
si sono perfettamente ambientati e nel giro di pochi anni hanno cominciato a riprodursi e a diffondersi sull'isola, iniziando a colonizzare la Sicilia, a cominciare dalle zone umide più vicine ai luoghi di rilascio. In base ai dati ottenuti grazie al programma di monitoraggio tuttora in corso, al momento si stima siano presenti non meno di sessanta coppie distribuite in sette diversi biotopi (area di limitate dimensioni di un ambiente dove vivono organismi di una stessa specie o di specie diverse). Terminati i rilasci, il progetto sta proseguendo con una serie di iniziative tese a promuovere una migliore gestione delle zone umide dove la specie vive e che rappresentano dei biotopi di grande importanza per la conservazione della biodiversità in Sicilia e più in generale, nell'area mediterranea. Inoltre, utilizzando il Pollo sultano come specie bandiera, sono state organizzate diverse iniziative volte a sensibilizzare l'opinione pubblica
sulle tematiche inerenti la conservazione degli ambienti naturali e delle specie selvatiche.