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SANREMO SI INAUGURA IL 16 GENNAIO LA STAGIONE INVERNALE DEI MARTEDI' LETTERARI Stampa E-mail
domenica, 14 gennaio 2007 13:30

“Quell’antico ragazzo. Vita di Cesare Pavese” scritto da Lorenzo Mondo apre  il 16 gennaio 2007 nel teatro dell’Opera la stagione invernale dei Martedì Letterari del Casinò di Sanremo. L’evento, che avrà inizio come è tradizione ormai da 25 anni alle 16.30,  prevede in collaborazione con il centro Pavese  la proiezione di un documentario sulla vita dello scrittore  piemontese.

“ La nostra rassegna” -sottolinea il Vice presidente  di Casinò spa, notaio Gianni Donetti- “è  entrata nel venticinquesimo anno di attività. Era infatti il 1982 quando Ito Ruscigni  iniziò ad  organizzare i primi incontri, di questo ciclo che in questi anni ha riscosso tanto successo di pubblico  e tanto interesse, nel pubblico e negli scrittori.  E’ importante ricordare che sono  quasi mille gli autori, i giornalisti, gli scienziati,  gli  artisti che hanno scelto di partecipare ai Martedì, molti dei quali hanno espresso pubblicamente il loro plauso e sono ritornati, apprezzando la formula, la partecipazione del pubblico e il calore con cui vengono accolti.  Non a caso è nata l’associazione “Amici dei Martedì Letterari” che in pochi mesi di attività già annovera più di trecentocinquanta iscritti, tra cui decine di scrittori, che si sono riuniti sotto l’egida di questo sodalizio spinti dall’amore per la cultura e dalla volontà di voler tutelare e far crescere questa bella rassegna, di cui il nostro Casinò può ben essere fiero.

Il mio grazie più sentito  va al presidente onorario dott. Gianfranco Boccalatte presidente del Tribunale di Sanremo, per il riconoscimento che ha voluto tributare al nostro lavoro e il vescovo diocesano S.E. Mons Alberto Maria Careggio, che con la sua lettera ci ha  rafforzato nell’impegno a continuare in questa opera culturale, che il Casinò di Sanremo ha creato nello spirito di servizio per la collettività  e nell’impegno per la promozione culturale che è insita nel suo stesso statuto costitutivo. Il 2007 è l’anno del venticinquennale e quindi il mio auspicio è di poterlo festeggiare con un evento, che possa riaffermare e promozionare l’immagine culturale ed artistica del nostro Casinò che non è  “solo gioco”.”

Il Libro “Quell’ antico ragazzo. Vita di Cesare Pavese”.

Il 27 agosto 1950 il corpo senza vita di Cesare Pavese venne ritrovato in una camera dell'Hotel Roma a Torino. Sullo scrittoio un biglietto; «Perdono a tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi». Fu la drammatica fine di un'esistenza costantemente minacciata da un senso di inadeguatezza alla vita, dall'ombra del fallimento, da un bisogno di affetti disperato e mai soddisfatto. Nato nel 1908 in un paesino delle Langhe, che ricorrono ossessivamente nei suoi scritti, Pavese trascorse gli anni dell'infanzia a Torino, segnato dalla morte precoce del padre. A Torino compì i propri studi e iniziò una feconda collaborazione con la casa editrice Einaudi, svolgendo un ruolo fondamentale nell'introdurre la cultura americana in Italia, e traducendo, tra gli altri, Melville e Joyce.  

Poi giunse la condanna al confino politico di Brancaleone Calabro, dopo il quale ebbe il dolore di vedere la donna amata sposata a un altro: fu la prima di una serie di delusioni amorose che lasciarono ogni volta un segno più profondo. Fino ad arrivare a quel fatidico giorno d'agosto e alla solitudine di una stanza d'albergo. Ripercorrendo le pagine dell'epistolario e del Mestiere di vivere, il diario che Pavese tenne per quindici anni, Lorenzo Mondo ne inquadra tutta l'opera letteraria, dalle traduzioni, ai romanzi, alle poesie, all'interno delle vicende biografiche; un taccuino segreto, rinvenuto dallo stesso Mondo tra le carte lasciate da Pavese, offre l'opportunità di rimettere in discussione l'ambiguo rapporto che lo scrittore ebbe con il fascismo e, più generalmente, con il mondo della politica. Quello che emerge è un cammino esistenziale tormentato ma letterariamente fecondo, interrotto solo quando il dolore della vita ha sopraffatto il potere consolatorio e conoscitivo della poesia, il profondo desiderio di amare ed essere amato.

A più di mezzo secolo dalla morte, Cesare Pavese appare tuttora un vero classico del Novecento. Il rigore stilistico e morale che contraddistingue allo stesso modo la vita e le opere ha affascinato e affascina generazioni di italiani. In questa nuova biografia, accurata e partecipe, Lorenzo Mondo segue il percorso esistenziale di Pavese da Santo Stefano Belbo, nelle Langhe, dove nacque nel 1908, alla Torino dove compì gli studi; dall’educazione antifascista alla scoperta della modernità nella letteratura inglese e americana, amorosamente assorbita e tradotta; dagli anni della guerra, alla militanza politica nel partito comunista, al male di vivere che lo condusse al suicidio nel 1950. Mondo inquadra nella vicenda biografica di Pavese tutta la sua opera letteraria, le traduzioni (da Melville a Joyce) e le poesie, i romanzi, i saggi e i diari, fino alla struggente conclusione del Mestiere di vivere (Non parole. Un gesto. Non scriverò più”) e alle frasi vergate, prima di uccidersi, sul frontespizio del suo libro più amato, Dialoghi con Leucò: “Perdono a tutti e a tutti chiedo perdono. Non fate troppi pettegolezzi”.  
La piacevole lettura del libro è dovuta alla capacità di Lorenzo Mondo di prendere quasi per mano il lettore, accompagnarlo nelle vicende esistenziali e letterarie di Cesare Pavese, per scoprirne la vita e le opere con significative citazioni.
E’ quasi una riscoperta dello scrittore, un invito a rileggerlo ed approfondire tutte le tematiche delle sue opere, un omaggio necessario per ricordarlo.
L’opera ha vinto il Premio Pavese 2006.
 
Lorenzo Mondo è nato a Torino nel 1931, apprezzato critico letterario, giornalista e romanziere e frequente collaboratore de "La Stampa" di cui è stato a lungo responsabile delle pagine culturali e poi vicedirettore, è autore di diversi romanzi, tra cui "I padri delle colline" (1988) e "Il passo dell' unicorno" (1991). Allievo di Giovanni Getto all'Università di Torino, si è presto rivelato uno dei critici più attenti al panorama intellettuale italiano. E' autore di saggi sulla letteratura italiana dell’Ottocento e del Novecento, quali gli Interventi sulla narrativa italiana contemporanea, 1973-76 (Matteo, 1977) e Letterature negli anni, 1977-1990, in cui le sue doti critiche hanno saputo esercitarsi con particolare acutezza e autorevolezza sul terreno della narrativa nazionale degli ultimi anni, dimostrando sicurezza di gusto ed intuizione. La sua attenzione si è diretta poi in particolare sulla letteratura italiana resistenziale e degli anni fra le due guerre, attraverso uno studio puntuale ed originale delle fonti. Esemplare in tal senso, dal punto di vista filologico, la prima edizione, curata con Italo Calvino, dell’epistolario di Cesare Pavese, Lettere 1924-1950 (Einaudi, 1966), che ha costituito un contributo di primaria importanza a livello nazionale per la conoscenza dello scrittore piemontese, contribuendo inoltre a valorizzare il significato della letteratura di quegli anni e di quei luoghi nell’ambito della cultura italiana. Sua è anche la scoperta di inediti di straordinaria importanza per la storia letteraria nazionale, quali il Taccuino 1942-43 di Cesare Pavese e gli Appunti partigiani di Beppe Fenoglio. Sua è anche la fondamentale monografia critica su Cesare Pavese (Cesare Pavese, Mursia, 1961). La sua presenza nel dibattito letterario contemporaneo è testimoniata anche dal suo impegno come presidente della giuria del Premio Grinzane Cavour.







 
 
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