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GENOVA CASTELLO D'ALBERTIS LA FORMA DELLA MUSICA STRUMENTI E TRADIZIONI MUSICALI IN CINA Stampa E-mail
venerdì, 02 febbraio 2007 09:00

Castello d'Albertis Museo delle Culture del Mondo - Genova
2 Febbraio - 11 Marzo 2007

Quinto appuntamento del Programma Internazionale "CINA. Volti della tradizione - Prospettive del futuro", programma di manifestazioni dedicate all'arte, alla cultura cinese ed all'incontro tra la civiltà occidentale e la Cina attraverso i secoli, che da Settembre 2006 ad Ottobre 2007 porta a Genova una serie di grandi mostre con opere originali dalla Cina e dalle collezioni dei musei italiani, installazioni, fotografie, oggetti, documenti e video, accompagnate da un ampio calendario di eventi, iniziative e programmi di ricerca dedicati a temi di arte, scienza, filosofia, storia ed economia tra tradizione e modernità.

Dopo "La via della scrittura" a Palazzo Ducale, "Ombre elettriche. Manifesti per il cinema cinese 1934-2006" al Palazzo della Provincia, "Le pietre delle meraviglie" all'Istituto di Studi Orientali, "Cina perduta. Immagini ed opere di un impero remoto" al Museo di Palazzo Rosso è ora la volta della musica e degli strumenti musicali della tradizione cinese in mostra al Museo delle Culture del Mondo Castello d'Albertis dal 2 Febbraio all'11 Marzo 2007.

"LA FORMA DELLA MUSICA. Strumenti e tradizioni musicali in Cina" è realizzata con il Patrocinio del Ministero Italiano per i Beni e le Attività Culturali e dell'Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia, a cura del CELSO Istituto di Studi Orientali - Dipartimento Studi Asiatici, in collaborazione con il Museo delle Culture del Mondo Castello d'Albertis, Echo Art, il Comune di Genova, la Regione Liguria, la Provincia di Genova, la Camera di Commercio di Genova, con il contributo scientifico e tecnico di Musei, Università ed Istituzioni italiani e cinesi.

Concepita come un viaggio alla scoperta della musica cinese attraverso strumenti, installazioni, testi ed 'itinerari sonori', la mostra si articola in una serie di sezioni tematiche dedicate alla storia della musica e degli strumenti musicali dall'antichità all'epoca moderna, all'estetica musicale in relazione alle scienze del cielo e della terra ed alla visione del tempo e dello spazio, al sistema di pensiero correlativo ed alla funzione cerimoniale della musica, alla dimensione filosofica attraverso le grandi scuole di pensiero della tradizione cinese, ai generi ed ai sistemi musicali, alle relazioni tra corpo e musica nei rapporti con la fisiologia simbolica e con la medicina tradizionale, agli strumenti musicali presentati nella classificazione antica per materiali, con una sezione finale dedicata alla musica dell'Opera di Pechino.

Inaugurazione ad ingresso libero: Venerdi 2 Febbraio 2007 alle ore 17,30.

In occasione dell'inaugurazione verranno presentati la 'danza del leone', breve coreografia rituale realizzata in occasioni cerimoniali, ed un concerto del musicista cinese DU Fengshuai, che eseguirà al Erhu (antica viella a due corde suonata ad arco, uno degli strumenti più rappresentativi della musica del 'paese di mezzo') una serie di brani della tradizione classica cinese.  

La mostra rimarrà aperta fino all'11 Marzo 2007.

Apertura al pubblico: da Martedì a Venerdi dalle ore 10 alle ore 17, Sabato e Domenica dalle ore 10 alle ore 18, Lunedi chiuso.

La mostra sarà accompagnata da un programma di iniziative collaterali, conferenze, seminari, laboratori ed attività didattiche per le scuole.

Per consultare il Programma completo: www.cina-genova2006.org


LA MUSICA CINESE

«La musica è il movimento del cuore.
La musica è il fiore della virtù.
Cielo e terra risuonano insieme,
ecco l'armonia del cielo e della terra».
Liji [Memoriale dei riti]

«La musica è lo strumento
per la perfezione interiore».
Liji [Memoriale dei riti]

«L'uomo si completa
con l'armonia della musica».
Lunyu [I dialoghi di Confucio]
 

La musica in Cina ha origini antichissime.

Secondo la tradizione l'invenzione della musica è da attribuire al primo imperatore mitico Fu Xi, eroe culturale e sovrano del 'regno di mezzo' dal 2852 al 2737 a.C., mentre la scrittura delle note e la formazione di un canone musicale sono opera del grande Huang Di, "l'imperatore giallo",  terzo mitico sovrano sul trono degli eroi culturali dal 2697 al 2597 a.C.
Le prime testimonianze archeologiche di interesse musicale risalgono al secondo millennio a.C. Strumenti musicali, tra cui pietre sonore, campane di bronzo, pifferi ed organi a bocca, sono stati ritrovati in qualità di corredo funerario in tombe risalenti all'epoca della dinastia Shang (1500 - 1050 a.C.).
Tra gli strumenti più antichi troviamo le lunghe cetre a pizzico, i flauti, gli organi a bocca, tamburi e gong (mentre liuti e violini ad arco verranno introdotti più tardi dall'Asia centrale). Nei riti religiosi e di corte dell'antichità nonché nell'educazione dei giovani, la musica ha esercitato da sempre un ruolo fondamentale. Opere come il Liji, "Memoriale dei riti", e lo Yuejing, "Il Classico della musica" (già perduto in epoca Han), la cui compilazione è attribuita a Confucio, formano le basi teoriche per un'estetica musicale complessa ed articolata che esce dalla dimensione puramente ludica per coinvolgere il rituale, la sfera spirituale, l'etica e la morale.
Ogni elemento materiale o ideale, secondo il sistema di pensiero correlativo che caratterizza la visione filosofica tradizionale, viene fatto corrispondere ad una serie di fattori costitutivi caratterizzanti la vita cosmica e umana. I cinque suoni o 'gradi' fondamentali denominati gong (palazzo), shang (deliberazione), jiao (corno), zhi (prova), yu (ali) sono associati agli elementi, agli organi fondamentali del corpo, ai colori, alle direzioni dello spazio, ai sapori, ai corpi celesti, alle manifestazioni naturali, agli animali simbolici, alle emozioni e la musica è intesa come un mezzo per costruire un'armonia profonda tra le parti, necessaria per un completo accrescimento spirituale.
Accenni a questioni musicali sono contenuti nelle cronache dinastiche, nei manuali rituali, nelle biografie e in opere filosofiche.
In epoca Han (206 a.C. - 220 d.C.) la corte imperiale mentre richiede musiche adatte alle diverse cerimonie e ai vari intrattenimenti provvede ad istituire l'Ufficio imperiale della musica (Yuefu), col compito di registrare e catalogare tutto quanto concerne la musica e le acquisizioni scientifiche nel campo degli studi acustici.
In epoca Tang  (618-906), sempre per volere della corte imperiale, vengono compilati gli elenchi dei "tipi" di musica con la descrizione degli strumenti, dei costumi e dei repertori dei gruppi musicali attivi nella capitale, mentre in conseguenza dei contatti frequenti con i popoli  dell'India, della Mongolia e del Tibet, il patrimonio strumentale e musicale viene arricchito di nuove tecniche e sonorità.
In gran parte la musica cinese antica, classica e tradizionale è pentatonica, si basa cioè sulla scala a cinque toni, mentre la musica popolare delle regioni del nord prevede anche l'utilizzo della scala a sette toni.
Classificati tradizionalmente secondo il materiale usato per la loro costruzione, gli strumenti della musica classica cinese si dividono in 'metalli' (campane), 'pietre' (litofoni), 'sete' (cetre), 'bambù' (flauti), 'zucche' (organi  a bocca), 'terre' (ocarine), 'pelli' (tamburi) e 'legni' (idiofoni).
Tra i principali strumenti tradizionali (tutti presenti in mostra): il Guqin (lunga cetra orizzontale a pizzico, strumento simbolo dell'armonia dell'universo, suonato da Confucio ed emblema del letterato), il Guzheng (grande cetra da tavolo a ponticelli mobili, da cui ha origine il Koto giapponese), le Zhong (antiche campane in bronzo), il Pipa (liuto a pizzico a quattro corde, suonato in verticale), il Ruan (grande liuto a cassa rotonda dal suono profondo e vibrante), la Yueqin ('chitarra luna'), lo Erhu (viella a due corde in legno di sandalo rosso suonata ad arco), lo Xiao (lungo flauto diritto), lo Sheng (particolare organo a bocca che dalla Cina si è diffuso in tutta l'Asia orientale e nel Sud-Est asiatico), i Dagu (grandi tamburi decorati a percussione verticale), il Suona (oboe in ceramica ad ancia doppia), i Dungcheng (le enormi trombe telescopiche della tradizione tibetana), i Daluo (grandi gong in metallo).







 
 
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