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20
Gen
2021

La corretta sanificazione dei contenitori in plastica: consigli pratici ed errori da evitare

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Pulizia, disinfezione e sterilizzazione dei contenitori in plastica sono attività comuni e di fondamentale importanza per la tutela della salute e la prevenzione delle malattie, sia nel contesto domestico che in quello produttivo.

Strumenti e metodi per la sanificazione dei contenitori realizzati in materiali plastici sono determinati dalle proprietà chimico-fisiche di questi materiali e si applicano a oggetti di qualunque forma, dimensione e volume.

In questa guida essenziale scopri come provvedere a una corretta sanificazione di tutti i tipi di contenitori in plastica.

Plastica: un materiale igenico oppure no?

Il termine plastica è utilizzato per indicare una classe di composti chimici e materiali in realtà molto ampia.

Più nel dettaglio, le plastiche utilizzate per la produzione di contenitori di ogni tipologia e dimensione sono definite “poliolefine”. Rientrano in questo gruppo di composti chimici:

  • il polipropilene (PP)

  • il polietilene a bassa densità (LDPE)

  • il polietilene ad alta densità (HDPE)

  • il polipropilene copolimero (PPCO)

Caratteristica comune a tutti i contenitori in plastica è la presenza di una superficie molto omogenea, compatta, priva di irregolarità e impermeabile, oltre che resistente all’attacco da parte di diversi composti chimici, acidi e basici e di inquinanti biologici (microrganismi in primis). Queste proprietà rendono la plastica un materiale poco incline all’accumulo di impurità, ma anche di batteri, virus e funghi, con tutti i vantaggi che ne derivano sul fronte della salubrità.

Vuoi approfondire le caratteristiche di questi materiali e le loro applicazioni? Visita questa pagina dedicata ai contenitori in plastica e ai loro impieghi industriali.

Pulire i contenitori in plastica: la procedura corretta

La detersione di un contenitore in plastica è un’operazione semplice. Per rimuovere sporco e impurità è sufficiente utilizzare un normale detersivo da risciacquare possibilmente con l’uso di acqua corrente. A seconda del tipo di contenitori e della destinazione d’uso, la scelta di un risciacquo finale con acqua distillata risolve il problema della formazione di aloni dovuti al calcare.

Nota bene: le superfici in plastica non vanno mai trattate con spazzole o saponi abrasivi. Questi agiscono “grattando” i materiali e provocando microscopici graffi che intaccano le plastiche. Ne consegue la formazione di irregolarità nella superficie dei contenitori, al cui interno possono inserirsi con maggiore facilità sporco e microrganismi.

Disinfettare o sterilizzare i contenitori in plastica: che differenza c’è?

La disinfezione e la sterilizzazione sono due procedure ben distinte, basate su metodi differenti e caratterizzate da risultati molto diversi.

La disinfezione permette di ridurre in modo drastico il numero dei microrganismi presenti sull’oggetto o sulla superficie trattata, senza tuttavia riuscire ad azzerarlo. Tipicamente, i processi di disinfezione si basano sull’uso di detergenti a base di alcol, di sali quaternari di alluminio o di altre sostanze microbicide.

La sterilizzazione abbatte totalmente la carica batterica degli oggetti e degli strumenti trattati, portando a 0 il numero di batteri, virus, funghi, spore o parassiti presenti.

Come si disinfetta un contenitore in plastica?

Nel caso dei contenitori in plastica utilizzati in casa, ad esempio per la conservazione e il trasporto degli alimenti, per un’efficace disinfezione è sufficiente ricorrere ad acqua calda e a un detersivo antibatterico per i piatti. L’azione detergente del sapone garantisce la rimozione dello sporco e l’eliminazione della maggior parte dei microrganismi presenti.

Attenzione però: un contenitore disinfettato, come già accennato, non equivale a un contenitore sterilizzato.

Come si sterilizza un contenitore in plastica?

Di seguito si riportano i principali metodi efficaci per la completa sterilizzazione di contenitori in plastica di piccole, medie e grandi dimensioni.

Sterilizzazione con candeggina

Dopo aver provveduto alla detersione dei contenitori, occorre metterli a bagno in una soluzione contenente acqua e candeggina con una concentrazione pari al 5-10%. Grazie alle spiccate proprietà microbicide della candeggina, pochi minuti di ammollo sono sufficienti per azzerare la carica microbica. Al termine del trattamento, si consiglia di provvedere a un risciacquo con acqua corrente.

Sterilizzazione mediante vapore caldo

In ambito industriale, una delle soluzioni applicate per la sterilizzazione dei contenitori in plastica prevede il ricorso alle alte temperature, mediante autoclave.

In casa è possibile riprodurre in piccolo questo approccio, semplicemente inumidendo la superficie del contenitore in plastica con acqua e posizionandolo all’interno di un microonde, a potenza massima e per non più di 60 secondi.

Il calore sviluppato dall’evaporazione dell’acqua è sufficiente per eliminare il 100% dei microrganismi e delle spore potenzialmente presenti.

Dal momento che non tutti i tipi di plastica presentano la stessa resistenza al calore, è consigliabile controllare che non si verifichino danni durante il trattamento oppure limitarlo ai soli contenitori in polipropilene (materiale che non teme le alte temperature).

Sterilizzazione con luce ultravioletta

I raggi UV sono un’altra soluzione tipicamente impiegata nei contesti industriali per la sterilizzazione dei materiali. Le radiazioni luminose con lunghezza d’onda ridotta veicolano un’energia sufficiente a danneggiare e distruggere i microrganismi, senza causare danni o pericoli per la salute dell’uomo.

In vendita esistono diverse tipologie di lampade UV di piccole dimensioni e con potenza ridotta, progettate proprio per l’impiego domestico.

Per maggiori informazioni sulle caratteristiche di questi prodotti per la sterilizzazione mediante luce tra le mura domestiche o all’interno di cliniche e laboratori puoi consultare questa pagina relativa alle lampade UV portatili per sanificazione.