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21
Gen
2021

Come sfruttare nel migliore dei modi i fertilizzanti organo-minerali

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Il ricorso ai concimi organo-minerali è consigliato soprattutto nei terreni sciolti caratterizzati da un contenuto modesto di sostanza organica. Essi vengono ottenuti in diversi modi: per reazione chimica, per esempio, ma anche per miscela di uno o più fertilizzanti minerali con una o più matrici organiche o con uno o più fertilizzanti organici. Questo è il motivo per cui è possibile considerarli dei prodotti a metà strada tra i concimi minerali e quelli organici.

 

Guida a un uso corretto

Sul mercato si può trovare una vasta gamma di concimi organo-minerali che sono caratterizzati da concentrazioni di elementi nutritivi differenti: è possibile distinguerli, sotto il profilo fisico, in concimi liquidi, concimi compattati, concimi pellettati e concimi granulari. Prima di usarli, è sempre opportuno leggere con la massima attenzione l’etichetta in modo da essere consapevoli della quantità di elementi nutritivi presenti al loro interno. I formulati che hanno un contenuto di azoto elevato non dovrebbero essere usati con la tecnica della concimazione starter nel solco di semina: il consiglio è di limitarsi al massimo a 3 o 4 chili di azoto per ettaro. Inoltre, bisogna evitare di impiegare i formulati urea.

Le buone pratiche da seguire

Un altro consiglio che va tenuto a mente è quello di contenere le concimazioni di fondo effettuate con formulati che hanno titoli di azoto alti, a maggior ragione nel caso in cui siano bassi l’azoto organico contenuto e la frazione organica. Per quanto riguarda le modalità di distribuzione, invece, esse variano a seconda della conformazione fisica del prodotto. In commercio si trovano senza problemi spandiconcime che assicurano una distribuzione più che efficace, ma i prodotti pellettati dovrebbero essere distribuiti con granulatori associati alle seminatrici. Si tratta di sistemi che, quasi sempre, sono studiati per assicurare una distribuzione di concimi granulari caratterizzati da una granulometria che va da un minimo di 2 a un massimo di 5 millimetri.

Il concime Green Last

Un ottimo prodotto che si può utilizzare è Green Last, concime organo-minerale azotato destinato ad applicazioni fogliari. Con il marchio Green fertilizzanti e concimi sono una garanzia di affidabilità; questo, in particolare, dovrebbe essere usato in miscela con insetticidi e fungicidi in modo da garantire una distribuzione più omogenea. Green Last serve, inoltre, a favorire l’assorbimento e ad assicurare una persistenza di azione ottimale.

A cosa serve la sostanza organica

Tutti i processi di mineralizzazione a carico della sostanza organica che si trova nel suolo, dovuti ai microrganismi, determinano un lento e progressivo rilascio di elementi nutritivi. A questo concetto si rifanno proprio i concimi organo-minerali, che contengono carbonio organico, il quale rappresenta un substrato eccellente per la flora microbica del suolo insieme con le molecole organiche complesse come la torba, gli acidi fulvici, gli acidi umici, le proteine di origine animale e quelle di origine vegetale. Ecco spiegato il motivo per il quale il loro utilizzo favorisce l’apporto al suolo di matrice organica e, al tempo stesso, supporta lo sviluppo della flora microbica.

Il rilascio degli elementi

Infine, occorre essere consapevoli delle reazioni che vengono a formarsi tra la componente minerale e le matrici organiche. Per effetto di queste reazioni si formano delle strutture complesse che rilasciano gli elementi in modo più graduale rispetto a ciò che fanno i fertilizzanti minerali semplici. Il rilascio degli elementi nutritivi deve essere sincronizzato, per quanto possibile, con i fabbisogni della coltura nel corso dell’intero ciclo vegetativo. La disponibilità dei nutrienti non è sempre la stessa nel corso del tempo, in quanto una frazione può essere intrappolata dalle argille: è ciò che si verifica con il calcio e il magnesio.